In Castello Estense la pittura sacra a Ferrara fra XVI e XVIII secolo
Non ha nascosto,o il vice sindaco Massimo Maisto, la soddisfazione per l’importante operazione culturale che rappresenta la mostra “L’Arte per l’Arte. Dipingere gli affetti. La pittura sacra a...
Non ha nascosto,o il vice sindaco Massimo Maisto, la soddisfazione per l’importante operazione culturale che rappresenta la mostra “L’Arte per l’Arte. Dipingere gli affetti. La pittura sacra a Ferrara fra Cinque e Settecento” presentata ieri in anteprima mentre i visitatori la potranno ammirare in Castello Estense fin dal 13 ottobre, prima dell’inaugurazione ufficiale che si terrà il 26 gennaio e poi per tutto il lungo periodo di esposizione che si concluderà il 26 dicembre 2019.
patrimonio artistico
«La nostra città – ha detto – ha un patrimonio artistico ingente, accumulato grazie a donazioni e lasciti datati; molte sono state le mostre sulla nostra storia, ma i capolavori di questa rassegna pressoché sconosciuti, dimostrano che abbiamo ancora tanto da proporre».
Saranno sei le Sale ed un Camerino del Duca ad ospitare i quadri del Comune che appartengono al patrimonio di Asp e che grazie ad una convenzione appena sottoscritta – come ha ricordato la dirigente Angela Alvisi –, ora verranno valorizzate.
Sobrio ed essenziale l’allestimento in un contenitore già di per sé, importante, curato specie per l’illuminazione da Francesco Mascellani che è riuscito a creare un compromesso fra un edificio storico come il Castello, le ferite del terremoto, le opere delle istituzioni caritatevoli ferraresi e la storia dei luoghi in parte perduti.
recupero in diretta
«Ed a tutto questo – ha sottolineato Giovanni Lenzerini – si aggiunge la presenza di un cantiere aperto nell’ultima Sala dove un esperto restauratore procederà al recupero davanti ai visitatori, dell’opera del Bastarolo, pala d’altare del convento di S. Barbara delle zitelle, raffigurante la decapitazione di S. Giovanni Battista davanti a Salomè».
« Una tela che non avevamo più vista da oltre 30 anni, - ha illustrato Giovanni Sassu uno dei curatori della mostra – che rappresenta uno dei manifesti della cultura manierista sulla quale sono stati trovati 23 tipi diversi di funghi. In questo ambiente–laboratorio vorremmo realizzare un progetto di neuroscienza ideato dal professor Mazzacane, per esaminare le reazioni dell’occhio, la sudorazione ed altri effetti che l’uomo può provare davanti ad un capolavoro pittorico». Un’altra decollazione di S, Giovanni si incontrerà all’inizio del percorso. L’ingresso al Castello non varierà in presenza della mostra. —
Margherita Goberti
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