La Nuova Ferrara

Gelli ha trovato i dati sui morti della Grande Guerra trovando 10 dispersi 

Un libro per non dimenticare i 227 caduti comacchiesi

Un libro per non dimenticare i 227 caduti comacchiesi

la ricerca Un libro dedicato ai comacchiesi, specie ai giovani, e la mostra sulla Grande Guerra, «affinché non dimentichino il sacrificio di altri giovani generosi concittadini - dice l’autore Pier...

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la ricerca

Un libro dedicato ai comacchiesi, specie ai giovani, e la mostra sulla Grande Guerra, «affinché non dimentichino il sacrificio di altri giovani generosi concittadini - dice l’autore Pier Giuseppe Gelli -, che cento anni fa si sono sacrificati per la patria e per la pace».

Sarà presentato sabato 3 novembre, a chiusura delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale, il volume I militari comacchiesi caduti nella Grande Guerra, 1915-1918, attraverso il quale Gelli, dell’Associazione nazionale bersaglieri, ricostruisce frammenti di storia dal fronte dei 227 comacchiesi morti perlopiù fra Carso e Caporetto.

«L’idea di scriverlo è nata dopo aver letto il Libro d’oro dei caduti in guerra di Comacchio - ricorda Gelli - e attraverso ricerche compiute negli archivi storici anche di altre città, come Bologna e Budrio dov’ erano migrate diverse famiglie comacchiesi, ho scoperto altri 10 nominativi di soldati caduti, sfuggiti ai documenti storici locali. Spero che attraverso il libro le famiglie comacchiesi possano riconoscere i loro familiari dispersi in guerra».

Per ogni militare caduto l’autore ha individuato, oltre ai dati anagrafici completi, anche il luogo del decesso. Determinante nel meticoloso lavoro di ricerca storica, durato oltre un anno, la comparazione dei dati raccolti nell’archivio dell'Anagrafe storica del Comune lagunare con quelli ottenuti nell’Archivio storico di Bologna. «Devo ringraziare i responsabili degli archivi che mi hanno assicurato supporto nel perfezionare le modalità di ricerca e Alessandra Felletti, che ha curato i testi. Da Comacchio sono stati chiamati alle armi uomini di ogni età, compresi i ragazzi del 1899 e altri nati nel 1900, non mandati in trincea a sparare, bensì a presidiare diverse località».

E lunedì alle 10 inaugura, a palazzo Bellini, la mostra di uniformi e cimeli storici “Centenario della Grande Guerra 1915-1918”, curata dallo stesso Gelli con Ezio Zanor, responsabile del gruppo storico degli alpini “La penna nera di Udine”, e con i bersaglieri “Arditi del Po” di Ferrara. —

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