La Nuova Ferrara

una storia di musica

Avere più di 150 anni e non sentirli. La Banda di Cona si racconta

Davide Bonesi
La prima fotografia della Banda di Cona, nel 1903
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La prima fotografia della Banda di Cona, nel 1903

Aneddoti e personaggi in un libro sulla Filarmonica Verdi: «La più vecchia della nostra provincia»

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FERRARA. «Abbiamo più di 150 anni e siamo la banda più vecchia della provincia. Magari qualcuno è nato prima, ma poi ha cambiato nome o si è fermato, invece noi siamo ancora qui». A parlare è Giuliano Gallerani, che alcuni anni fa ha ben pensato di raccogliere quante più informazioni sulla Filarmonica Giuseppe Verdi di Cona, diventato un libro grazie a Stefania Mazzoli. In concerto da più di 150 anni (Nuovecarte 2018) sarà presentato per la prima volta domani, alle 17, alla Biblioteca comunale Ariostea.

La storia

La lampadina della ricerca si è accesa nel 2011, quando la Banda di Cona è stata chiamata per suonare ai festeggiamenti dell’Unità d’Italia. Gallerani, informatico in pensione, affiancato da Silvana Garutti, vicepresidente della Filarmonica, ha iniziato a cercare documenti, girando fra archivi, per riuscire a ricostruire una storia che, come ha poi verificato, ha proseguito ininterrotta fino ai giorni nostri. La prima fonte “ufficiale” sulla nascita della Banda di Cona arriva da Luciano Corazza, professore dell’Istituto Navarra, che parla del 1863, ovvero l’anno di nascita del nonno.

«Nell’Archivio storico del Comune, relativamente al 1867 - racconta Gallerani - abbiamo trovato il nome del primo presidente, il dottor Giovanni Veronesi (medico condotto di Cona) e la prima domanda di contributo il nome... insomma è cambiato nulla da allora. E nel 1888 c’è un documento che parla di banche che nascono e muoiono, mentre l’attività di quella di Cona è continuativa. E in quell’occasione la banda ricevette anche un diploma».

I personaggi

Ovviamente sono tante le persone che hanno caratterizzato la Filarmonica Giuseppe Verdi, «perché per chi come è nato a Cona era quasi inevitabile entrare nella banda. E per tutti quelli che ne hanno fatto parte il legame era d’amore, infatti io una volta in pensione pensando a cosa potevo fare sono entrato come volontario nella famiglia della banda».

Personaggio che ha legato il suo nome alla Filarmonica è Mario Morsiani, tuttora vivente, ex primario di diabetologia a Ferrara ed al quale viene dedicato un capitolo del libro. Lui, in quanto presidente dell’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra, chiamava sempre la Banda di Cona per le proprie iniziative, dai concerti al Sacrario di Redipuglia alle singolari esibizioni sopra la sua grande barca.

Altri capitoli sono dedicati ad Antonio Codecà, Giovanni Veronesi, i Giori, Beppino Carassiti, Luciano Mazzanti, oltre che alla storia cronologico della Banda di Cona.

Lo scopo

La Filarmonica Verdi a tuttoggi comprende molti musicisti (con maestro Enrico Roccato) e si esibisce in diverse occasioni, accettando tutte le proposte che arrivano. «Siamo sempre stati inseriti nel sociale, è la nostra caratteristica. Alla fine il libro è la storia divertente di una realtà popolare e, al contempo, il racconto della vita di una piccola comunità, quella di Cona», precisa Gallerani.

Gli autori

Come detto, il lavoro di ricerca è stato portato avanti da Gallerani e dall’attuale vicepresidente Silvana Garutti. «Ma nessuno di noi due era in grado di scrivere il libro e così è venuta in nostro aiuto Stefania Mazzoli di Ferrara, che ha accettato la proposta ed ecco il volume. E un grazie a Nuovecarte per la disponibilità alla pubblicazione», conclude Gallerani.

Uno dei punti di forza del libro (in tutto 136 pagine) è l’apparato fotografico, sono oltre una cinquantina le immagini recuperate dall’archivio, compresi vecchi documenti, a partire da quello in cui il “Concerto municipale della Villa di Cona” sollecita un contributo da parte della Municipalità di Argenta. —


 

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