“Maschere di guerra”, i destini inceppati dei soldati al fronte raccontano le trincee
Gli episodi con Santamaria, Placido, Crescentini e Muroni. Così si chiude la trilogia della memoria iniziata nel 2015
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FERRARA. La Prima Guerra Mondiale travolse e stravolse la vita di milioni di persone. A pagare il prezzo più alto fu, ancora una volta, il popolo. Non a caso il tenente Ottolenghi di Uomini contro (Gian Maria Volonté), vedendo i compagni cadere durante un assalto urla: «Basta con questa guerra di morti di fame, contro morti di fame!». I soldati semplici morivano in trincea, le donne e i bambini a casa diventavano vedove e orfani.
Le famiglie si disintegravano e i reduci, tornavano a casa cambiati per sempre. L’orrore di quella che era stata annunciata come una “guerra lampo” viene raccontato oggi, a cento anni di distanza (il primo conflitto mondiale finì nel 1918), in Maschere di guerra: web serie scritta da Giuseppe Muroni e prodotta dall’Enciclopedia Treccani con la collaborazione di Controluce Produzione, Red Roots e con la consulenza scientifica dall’Istituto di storia contemporanea di Ferrara. Quattro episodi, con altrettanti protagonisti, che raccontano storie di fanti e gente comune. La serie chiude la trilogia della memoria, iniziata nel 2015 con Voci di R-esistenza, a cui ha fatto seguito L’ultimo grido. Questo il titolo della web serie interpretata da Claudio Santamaria, Violante Placido, Carolina Crescentini e Stefano Muroni. Quattro protagonisti per altrettanti episodi e racconti. L’obiettivo di questo terzo capitolo della trilogia della memoria è scoprire e capire le diverse identità di un Paese, attraverso storie dimenticate totalmente o parzialmente. Sono le voci degli “ultimi” a riecheggiare ed emergere da un passato remoto ma ancora profondamente doloroso.
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Dietro la maschera. Il primo episodio della serie, già visibile sul sito www.treccani.it, si intitola Dietro la maschera. Claudio Santamaria è un medico militare ispirato alla figura di Gaetano Boschi. Qui i diari, le memorie scritte, le lettere inviate a casa e gli album restituiscono i sentimenti di chi ha visto i propri sogni soccombere nel fango delle trincee. «La guerra ci ha svuotato e ha creato gli invisibili, persone - racconta Santamaria - a cui è rimasto solo il corpo e l’anima in polvere. Fantasmi di guerra dal destino inceppato».
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La fuga. In questo secondo episodio Violante Placido, attraverso il suo personaggio, consegna una rara testimonianza sul “profugato” dei civili delle terre invase tra 1917 e 1918 raccontando l'esperienza di profuga a Vittorio Veneto in uno scenario fatto di bombardamenti, violenze e fame.
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Incroci. In questo terzo episodio la storia tratteggia l’incredibile esperienza di un fante di Gorizia. Ad interpretarlo è Stefano Muroni. Nel video viene inscenato il suo agognato ritorno a casa, dopo lunghi anni di assenza.
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C'eravamo noi. Il quarto e ultimo episodio della serie è affidato a Carolina Crescentini che, attraverso la sua interpretazione, dà voce alle migliaia di crocerossine che riempirono gli ospedali di guerra per prestare soccorso ai reduci della trincea. Il suo personaggio è liberamente ispirato alla crocerossina Sita Camperio. —
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