La Nuova Ferrara

La proposta arriva da una psicologa ed un professore d’orchestra «Tutti i generi musicali utilizzati come veicoli per lanciare messaggi» 

Incontri per arginare il bullismo alla radice «Dal rock al trap per capire il disagio»

Davide Bonesi
Incontri per arginare il bullismo alla radice «Dal rock al trap per capire il disagio»

il progettoLa prima domanda che viene in mente è, ma come sarà possibile che la musica possa aiutare nella lotta contro il bullismo? La risposta è nei laboratori di psico-musica proposti da un...

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il progetto

La prima domanda che viene in mente è, ma come sarà possibile che la musica possa aiutare nella lotta contro il bullismo? La risposta è nei laboratori di psico-musica proposti da un musicista ferrarese e da una psicologa dell’età evolutiva rodigina, esperta nella gestione psico-educativa di problematiche relazionali, nonché arpista diplomatasi al Conservatorio “Frescobaldi” di Ferrara.

Ha preso l’avvio il primo ciclo di incontri destinati ad adulti e ragazzi dal titolo, per l’appunto, “Laboratori di psico-musica” e, nel dettaglio, “Musica da S-bullo”.

i curatori

Il progetto è proposto dall’Associazione Ametiste, capitanata dalla dottoressa Alessandra Tozzi, in collaborazione con Musicarte del maestro Federico Benini (insegnante di fagotto e professore d’orchestra). È stata ideata una soluzione innovativa per affrontare una tematica delicata come quella del bullismo in una chiave totalmente nuova. Si tratta del connubio fra musica e psicologia, in un intreccio interattivo che vede come protagonisti i ragazzi e/o i loro genitori.

Ma come è possibile incrociare musica e psicologia per risolvere questo problema?

«Alla base c’è un discorso di prevenzione - ci spiega la dottoressa Tozzi -, ovvero si deve cercare la causa, perché non si deve lavorare sull’atto violento finale, bensì sullo stereotipo che porta a, il quale è di natura psicologica. L’obiettivo è lavorare con i ragazzi ed i loro genitori. Gli adulti sono dei vettori, in quanto genitori, ma lo stesso vale per parenti e insegnanti: sono loro che vivono e lavorano a stretto contatto con i ragazzi e, dunque, devono dare l’esempio per primi».

E questo è l’aspetto psicologico, la musica?

«La musica perché per portare avanti un messaggio serve il metodo ideale per raccontarlo e la musica riesce a farlo, basti pensare al giorno d’oggi cosa accade con generi come rap e trap. Ma anche il rock, negli anni ’60 e ’70 raccontava un disagio sociale, cercava di evidenziare il malessere di allora. Così, paragonato ad oggi, con la musica si riesce ad esprimere un viaggio sociale e si può unire il tutto in un flusso di coscienze per arrivare a porsi delle domande. Ad esempio, cosa mi spinge a trattare una persona in un certo modo?».

il progetto

Nella fattispecie, “Musica da S-bullo” è un viaggio attraverso i generi musicali, il quale fa percorrere agli alunni delle scuole secondarie di primo grado gli stati d’animo legati alle dinamiche di violenza e di benessere.

Il progetto si svolgerà trasversalmente tra le province del Veneto e dell’Emilia Romagna. I “Laboratori di ssico-musica” saranno proposti a enti ed istituzioni e destinati ad un pubblico adulto, in modo che siano in primis i genitori e gli educatori a poter costruire un approccio preventivo al bullismo, realizzandolo attraverso strumenti diversi e coinvolgenti.

«Obiettivi principali del progetto - ribadiscono i curatori - sono il contrasto di ogni forma di violenza e prevaricazione attraverso un codice, quello musicale, comune a tutte le persone e la promozione del dialogo intergenerazionale, nell’analisi delle cause che portano allo sviluppo di fenomeni di violenza all’interno dei contesti sociali e scolastici».

Le prime esperienze sono già state presentate in provincia di Rovigo, in particolare nel Polesine. «Le scuole, i Comuni o le associazioni possono organizzare degli incontri dimostrativi pubblici (della durata di 2 ore), aperti a tutti, anche perché il progetto è suddiviso in vari step. Cerchiamo di lanciare un’idea, nella speranza diventi una spinta per proseguire su questa strada», chiude la Tozzi.

Per info: musicarte2017@gmail.com —

Davide Bonesi

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