Nuove raccolte poetiche dalla penna di Penoncini
La riverenza che Edoardo Penoncini manifesta nei confronti della nostra lingua, emerge dal confronto delle sue due nuove raccolte in versi, L’occhio profondo e la dialettale Scartablàr int i casìt,...
La riverenza che Edoardo Penoncini manifesta nei confronti della nostra lingua, emerge dal confronto delle sue due nuove raccolte in versi, L’occhio profondo e la dialettale Scartablàr int i casìt, edite entrambe da Al.Ce, che oggi alle 17 presenta in Biblioteca Ariostea (via Scienze, a Ferrara), con Zena Roncada. L’intimo rispetto per la parola poetica si articola con l’esattezza che Calvino definiva «evocazione di immagini visuali nitide, incisive, memorabili», che riserva all’io lirico gli ideali e le aspirazioni più nobili, di cui spesso l’autore si sente manchevole.
Penoncini si misura senza sosta con la realtà: a seconda del trasporto emotivo, somma o sottrae la sua immaginazione a ciò che lo circonda. Le pagine de L’occhio profondo sono a tratti serene e a tratti nebbiose, della stessa nebbia che talvolta oscurava lo sguardo di Paul Celan. La presenza del poeta ebreo spunta in più versi, fino alla domanda fatidica: «ma quanto pesa il dolore e l’affronto?». —
M.B.
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