La Nuova Ferrara

in libreria

Vasco Brondi sempre in viaggio tra la via Emilia e la Via Lattea

Samuele Govoni
Vasco Brondi all'epoca del primo album nel 2008
◗
Vasco Brondi all'epoca del primo album nel 2008

Le luci della centrale elettrica, dal primo demo all’ultimo album: dieci anni racchiusi in un volume

4 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:tempo-libero:1.17440945:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/spettacoli/mantova-canta-brondi-in-450-per-le-luci-della-centrale-elettrica/79140/79585]]

FERRARA. Le luci della centrale elettrica non ci sono più ma resteranno sempre, così come indelebile resterà il segno che le canzoni hanno lasciato nei tanti che hanno saputo ascoltarle e apprezzarle. Più o meno un mese fa Vasco Brondi, che dieci anni or sono diede vita al progetto musicale, ha annunciato la fine di questa avventura. Il cerchio si è chiuso con una raccolta che mette in fila (non necessariamente in ordine temporale) diciotto brani: da Piromani a Mistica, passando per 40 Km, Chakra e Cara catastrofe. Nell’album uscito in edizione limitata c’è anche un cd registrato dal vivo in cui vecchie e nuove storie si fondono con arrangiamenti diversi. Qui Le luci non c’entrano più, qui c’è solo Vasco Brondi.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.17440939:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.17440939:1650642681/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Ed è proprio Vasco Brondi a raccontare in prima persona questi dieci anni «visti dal finestrino», a ripercorrere la sua vita dai primi tour lunghissimi davanti a una manciata di amici in provincia di Ferrara ai club di tutta Italia. Lo ha fatto con il libro Le luci della centrale elettrica. Dieci anni di musica tra la via Emilia e la Via Lattea (ed. La nave di Teseo) che sarà presentato domani pomeriggio (venerdì 9 novembre alle 18.30 a Ferrara Off di viale Alfonso d'Este 13)

Da oggi in libreria

Il volume, che esce oggi, è scritto tutto in prima persona ed è stato curato dalla giornalista Tiziana Lo Porto. L’art director è Rossella Merighi. È un libro coloratissimo, energico e sì, a tratti anche commovente. Non è una biografia nel senso classico del termine, è più un racconto febbrile, una corsa a perdifiato lungo dieci anni di avventure, aneddoti, dischi, tour, incontri incredibili e storie impossibili.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.17440937:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.17440937:1650642681/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Tra la Via Emilia e la Via Lattea

Questi dieci anni brevissimi o interminabili sono raccontati tutti in prima persona, ad intervallare le parole di Brondi decine di fotografie, disegni, bozzetti, ritagli, locandine, scarabocchi, copertine e libri. Ci sono le avventure degli inizi, di quando Vasco prima decide di mollare l’università e poi anche il bar perché stava «diventando insofferente».

C’è il concerto a Gambulaga a spie spente prima degli Zen Circus, c’è Giorgio Canali che gli propone di registrare il primo disco e c’è quella sala prove che ora non c’è più. Ora al suo posto c’è un sexy shop. C’è la Montedison, che vista dal casello di Ferrara Nord «sembra Manhattan» e ci sono le ore piccole tra una data e l’altra. Per chi ha tra i trenta o i trentacinque anni, per chi è cresciuto negli anni Zero tra un’incertezza e l’altra, tra un lavoro a progetto e un contratto precario, non sarà difficile ritrovarsi in queste pagine. Per un ferrarese di quell’età, la stessa dunque di Vasco Brondi, che di anni ne ha 34, non riconoscersi è praticamente impossibile.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.17440938:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.17440938:1650642681/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Emozioni irresistibili

Oltre alle canzoni che, prendendo la definizione in prestito da Enrico Molteni, sono «una sorta di flusso di coscienza letterario fatto di un veloce susseguirsi di immagini che provocano scontri di emozioni irresistibili», sono i luoghi a parlare. È come aprire e guardare una cartina geografica della città: ci sono la periferia, il centro storico, la provincia, i locali e le zone industriali. C’è quella voglia di libertà che si ha a sedici o diciassette anni, quando basta prendere un treno per Bologna, scendere alla stazione centrale e sentirsi come a New York.

Gli amici

In tutto questo puzzle che si compone pagina dopo pagina ci sono anche gli interventi di artisti che Brondi ha incrociato, e che poi lungo il tragitto sono diventati amici.

«Interrompono il mio racconto dicendo la loro sul nostro incontro: Manuel Agnelli, Rachele Bastreghi, Daria Bignardi, Giorgio Canali, Lorenzo Jovanotti Cherubini, Emidio Clementi, Paolo Cognetti, Francesco De Gregori, Dente, Federico Dragogna, Daniele Gaglianone, Marco Lodoli, Enrico Molteni, Elisabetta Sgarbi, Davide Toffolo e Massimo Zamboni», aveva anticipato l’artista.

Cresciuti insieme

Un libro sincero, da leggere tutto d’un fiato. Un libro che sfogliandolo dà la percezione al lettore di sentirsi un po’ a casa, di ritrovarsi in quei viaggi disorganizzati, in quelle avventure intercontinentali compiute nel raggio di dieci chilometri. Questa è la storia di Vasco Brondi, che ha dato inizio e fine a Le luci della centrale elettrica, però è un po’ anche quella di chi questo progetto musicale l’ha vissuto da vicino, che l’ha scoperto dagli esordi o lo ha conosciuto strada facendo. Tra la via Emilia e la Via Lattea. —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google