Trilogia d’Autunno all’Alighieri «Verdi ci prende per mano»
Sul palco del teatro romagnolo il trittico di capolavori verdiani Si comincia il 23 novembre con “Nabucco” poi “Rigoletto” e la chiusura con “Otello”
“Perché ancora una volta Verdi? Ma perché non basta mai!”: parola di Cristina Mazzavillani Muti, ancora una volta alla regia per la Trilogia d’Autunno, che conclude la XXIX edizione di Ravenna Festival con un trittico di capolavori: Nabucco, Rigoletto e Otello saranno in scena, sera dopo sera, dal 23 novembre al 2 dicembre, in un’appassionante maratona lirica che indaga il genio di Giuseppe Verdi, trasformando il palcoscenico del Teatro Alighieri di Ravenna (via Angelo Mariani 2) in una vera e propria “fabbrica dell’opera” capace di dare corpo e voce a tre momenti chiave del percorso artistico e umano del compositore bussetano: «Più affondi le mani nel suo teatro e più ti accorgi della grandezza o, meglio, della compiutezza della sua scrittura».
Al servizio di questa straordinaria avventura nell’universo verdiano le invenzioni del team creativo, nutrite dalle più moderne tecnologie, e tre direttori d’orchestra che si alternano alla guida dell’Orchestra giovanile “Luigi Cherubini”: Pietro Borgonovo per Nabucco, il giovane iraniano Hossein Pishkar – allievo della III edizione dell’Italian Opera Academy di Riccardo Muti – per Rigoletto, Nicola Paszkowski per Otello. «Non si tratta di un percorso di “crescita” o “miglioramento” – sottolinea la regista – ma un ampio arco in cui il genio ci prende per mano conducendoci attraverso le trasformazioni a cui, con inesausto coraggio, ha saputo dar forma. Continuando a mettere a confronto Verdi con Verdi scopri che la sua linfa creativa si rinnova di continuo, non c’è mai ripetizione. E ogni sua opera è il segno e il frutto di un determinato periodo storico, di un momento della sua vita».
Per info e dettagli: www.ravennafestival.org —
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