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Giovedì anche il ricordo di Vanzina

Davide Bonesi
Giovedì anche il ricordo di Vanzina

l’intervistaDavide BonesiCon il solo Paolo Villaggio ha realizzato oltre 20 film, per poi iniziare il fortunato ciclo di “Natale a...” con la felice coppia Boldi-De Sica. Giovedì sera a Ferrara in...

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l’intervista

Davide Bonesi

Con il solo Paolo Villaggio ha realizzato oltre 20 film, per poi iniziare il fortunato ciclo di “Natale a...” con la felice coppia Boldi-De Sica.

Giovedì sera a Ferrara in occasione dell’evento “MusicFilm - Festival delle colonne sonore”, l’ospite più atteso sarà sicuramente il 68enne regista fiorentino Neri Parenti, uno dei maestri della commedia all’italiana.

Nel corso della serata Parenti racconterà la sua carriera, ma ricorderà anche Carlo Vanzina, il collega deceduto lo scorso mese di luglio.

«Il nostro era un rapporto affettuoso - dice Parenti -, stranamente abbiamo compiuto un percorso comune, perché il nostro primo film è uscito lo stesso giorno e lo stesso anno, il 1979, lui con Il figlio delle stelle io con John Travolto... da un insolito destino, sinceramente orribile. Abbiamo lavorato spesso insieme, io prima ero stato aiuto regista del padre, Steno, poi ho scritto sceneggiature per Carlo e per Enrico. Insomma, una frequentazione lunga, accomunata anche dagli strali di critiche ai nostri film».

Eppure, le vostre commedie battevano ogni anno nuovi record di incassi...

«C’è stato un periodo d’oro per il genere, con incassi strepitosi, che permettevano di finanziare opere diciamo più “nobili” delle nostre. Purtroppo questo filone è terminato, gli incassi dei film italiani ora sono ridicoli, sottoscritto compreso. Forse questo genere ha stancato la gente».

O forse mancano interpreti come Villaggio?

«La mia personalissima convinzione è che sia cambiato il pubblico. Tutta la generazione che andava al cinema per i nostri film improvvisamente ha scelto altre forme di divertimento e socializzazione. Invece i più giovani, e lo vedo con i miei figli, non vano più al cinema e in soli 10 anni sono cambiate tantissime cose, basti pensare alla quantità di piattaforme che propongono film e serie tv, comodamente seduti in divano sullo smartphone, altroché uscire al freddo e nella nebbia. Pensiamoci bene, un abbonamento televisivo per tanto che costi non è paragonabile alla spesa per vedere gli stessi spettacoli al cinema. Le uniche eccezioni sono i film evento, tipo quelli con Zalone, o quelli dei bambini, comodi per i genitori che li mollano per qualche ora lì. Noi, come le agenzie viaggi, non esistiamo più».

Torniamo a Villaggio, che attore è stato?

«Per me è un inventore, perché ha creato il personaggio di Fantozzi, quasi più forte del villaggio stesso, una sorta di Tolstoj italiano. Ha saputo cogliere un momento particolare della nostra società, raccontando la categoria degli impiegati. Ecco, per me Paolo era più un autore che un attore, poi aveva quella fisicità che lo contraddistingueva. Oggi farebbe pazzie sul web: i follower di oggi sono gli spettatori di 30 anni fa. Parliamo della crisi della commedia al cinema, ma vogliamo parlare della tv? Dove sono finiti i programmi, come Zelig, che lanciavano i comici? Anche in questo caso i tempi sono cambiati...».

Giovedì sarà a Ferrara, dove non ha mai lavorato.

«Come città la conosco bene - risponde il regista -, anche per la gastronomia. Sono venuto altre volte, ma mai per un evento pubblico come questo o per lavorare. C’è sempre una prima volta». —

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