Albergo diffuso in forma allargata per far rivivere comunità spente
Si chiamerà “Anello dei santi”, l’obiettivo è partire a marzo Castaldini: «Più i turisti restano qui e più investono denaro»
Il progetto è di quelli molto interessanti, trasversali in tutta la provincia. Perché quando si parla di albergo diffuso si pensa a strutture ricettive nel raggio di qualche metro, si pensi ad esempio alla nuova vitalità data a piccoli paesi morti, soprattutto del Centro Italia.
Ma l’albergo diffuso che sta nascendo nel Ferrarese ha un’espansione di oltre 60 chilometri, dalla città al mare.
Il progetto, «che deve essere operativo a marzo 2019» commenta il diretto interessato, porta la firma di Alessandro Castaldini, tresigallese a capo dell’associazione “Porto delle nebbie”. Il nome che gli è stato attribuito è “Anello dei santi”, albergo diffuso che parte da quella che sarà la futura Idrovia «ma non necessariamente dovrà rispettarla», aggiunge Castaldini, che apre le porte alle collaborazioni, unica “arma” per realizzare un progetto così ambizioso.
«Le associazioni – continua l’ideatore – avranno modo di mettersi in mostra, partecipando a un nuovo modo di far turismo, partendo dal Po ma non restando legati solo ad esso. Grazie all’ottimo lavoro svolto dalla Nena, il turismo sul grande fiume già si fa, ma manca la valorizzazione del contorno, che si sta spegnendo».
L’idea è portare i turisti sul territorio, nel senso letterale. Così chi arriverà a Ferrara per trascorrere alcune giornate fra arte, storia e mare potrà approfittare di nuovi punti d’appoggio (soprattutto per dormire) seguendo il percorso del Po. «A ogni tappa – spiega Castaldini – contiamo ci siano 5-6 ambienti dove poter dormire, mini locali con cucina o senza, recuperando locali inutilizzati o vecchi bar per dare la possibilità ai turisti di fare colazione». Alcuni sono già stati acquistati (il vecchio bar di Sabbioncello San Pietro), altri saranno messi a disposizione dalle associazioni che aderiscono al progetto.
«L’anello è già pronto per natura – analizza Castaldini –, dalla darsena di Ferrara a quella di Fossalta, passando per Albarea e i due Sabbioncelli, Villa Mensa, Denore, Villanova, poi Tresigallo, il comune di Fiscaglia, Codigoro passando per torre Tieni, per finire a Pomposa e Goro».
Detto della Nena, grazie all’associazione “Porto delle nebbie” saranno a disposizione per gli spostamenti tante altre barche, di diverse dimensioni. «E ho acquistato una vecchia corriera del 1947, perché i turisti potranno visitare questi luoghi anche via terra».
Il progetto “Anello dei santi” vedrà in pochi giorni la costituzione di un’associazione legale. E Castaldini continua nelle “perlustrazioni”: in settimana ha incontrato Visit Ferrara per creare un altro importante rapporto. «Con noi sono già entrate Camera di commercio e Coldiretti, oltre a tante associazioni, da quella sportiva Dkwa 2. 0 al Consorzio di Bonifica, e Pro Loco Serravalle, Passione Mare Goro, Assonautica, Federazione italiana canoa kayak. Poi le comunità potranno vivere grazie anche a concerti musicali o a prodotti come il Vino del Duca, magari un bell’albero di Natale nei paesi coinvolti. Perché i turisti che vengono nel Ferrarese lo devono vivere a fondo e, ovviamente, investire denaro», chiude Castaldini. Già pronto per la presentazione ufficiale del 2 dicembre. –
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