La Nuova Ferrara

il lungometraggio 

Sgarbi e il nuovo film Viaggio nella storia privata e collettiva

S. G.
Sgarbi e il nuovo film Viaggio nella storia privata e collettiva

“I nomi del signor Sulčič” verrà presentato sabato al Torino Film Festival Per la regista questa è la prima opera di fiction

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Sabato al Torino Film Festival verrà presentato I nomi del signor Sulčič, nuovo film di Elisabetta Sgarbi; il primo di fiction. L’editrice e regista ferrarese si dedica ad una storia nuova, inventata, che intreccia vite ed esperienze quotidiane con i grandi avvenimenti storici. «Volevo raccontare la storia di un uomo e una donna che - spiega Elisabetta Sgarbi - scoprono di essere altro da quello che pensavano di essere. Mi interessava raccontare una storia molto intima in cui tuttavia si precipitasse la grande Storia, il secondo conflitto mondiale, le deportazioni, i soprusi dei fascisti nei confronti degli sloveni e le vendette che ne sono seguite». Il film, in cui ritroviamo la brava Elena Radonicich, racconta una storia di documenti e identità false. E racconta quanti precari siano i racconti sulla nostra origine. «Ho immaginato - prosegue la regista - che un uomo che vive una vita remota da ogni turbolenza storica, e che in età avanzata, è portato a una progressiva scoperta della vera identità dei suoi genitori. Ma ho anche immaginato che quest’uomo potesse mantenere, in questa rivoluzione di cui rimane vittima, la possibilità di un gesto liberatorio».

I nomi del signor Sulčič, un viaggio nella memoria personale e collettiva, tra spie naziste, fascisti, milizie di Tito, identità vere e false, padri e figli, veri o presunti tali, è stato girato tra Trieste, Lubiana e Ferrara. «Ci sono i luoghi della mia vita. C’è la casa di via Giuoco del Pallone, c’è la casa di Ro Ferrarese, ci sono nomi reali (Cavallini, mia madre, Rojc) e persone reali: Gabriele Levada e Claudio Candiani sono veramente allevatori di Valle Pisani, sul Po di Maistra. E poi - conclude - c’è un cameo in cui Claudio Magris e Giorgio Pressburger che interpretano loro stessi, ma in un sogno tornano bambini, tra i banchi di scuola, e rivelano la verità de film».

S. G.

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