Letteratura da viaggio I carnettisti ferraresi protagonisti in Francia
Sono circa un centinaio su oltre 4mila gli artisti che ogni anno vengono selezionati per esporre al “Rendez-vous du carnet de voyage”, a Clermont-Ferrand, in Francia, uno dei festival dedicati alla...
Sono circa un centinaio su oltre 4mila gli artisti che ogni anno vengono selezionati per esporre al “Rendez-vous du carnet de voyage”, a Clermont-Ferrand, in Francia, uno dei festival dedicati alla letteratura di viaggio più importanti al mondo. E due di questi sono ferraresi: Silvia e Roberto Cariani, carnettisti per passione, nonché fondatori dell’associazione “Autori Diari di Viaggio”, che sono stati ospiti della fiera francese appena conclusa. «Lo scopo del carnettista non è produrre un’opera da vendere – dice Silvia –, bensì vivere più profondamente il viaggio. Il foglio e i colori sono gli strumenti che consentono di entrare in comunicazione con la realtà che s’incontra. È un modo per rallentare il tempo che aiuta la memoria, fissa i ricordi e ferma le emozioni».
illustrare il viaggio
Quando non c’era ancora la fotografia, era il disegno l’unica forma possibile per documentare un percorso, un tratto del proprio vissuto. L’ambiente circostante condiziona la resa e il luogo domina la mano che stringe la matita. «La curiosità altrui porta ad avvicinarsi, a conoscere persone lontane – aggiunge Roberto –. Al bar di un tavolino nella penisola del Mani, mentre prendevo un caffé ho scorto un pope che parlava con un amico e li ho catturati sulla carta. Disegnare dal vero non è altro che osservare più accuratamente, cogliendo le proporzioni esatte del paesaggio».
i nuovi progetti
Se la nuova pubblicazione di Roberto riporta la “Grecia” attraverso i suoi occhi, quella di Silvia, dal titolo “Sketching Jazz”, è in esposizione al Torrione in corso Porta Mare sino al 22 dicembre. Si tratta di un’esperienza sensoriale, un tuffo emotivo dentro la musica. «Il colore riaffiora dopo ogni concerto – conclude Silvia –. Prima cercavo un modo simile a quello del fumetto per raffigurare la scena poi, affidandomi al buio, si è liberato il mio inconscio. Il braccio traduce in autonomia l’energia delle note, cattura il ritmo dell’istante». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
