Le giovani vite degli alpini spezzate per amore di patria
Lo storico Mario Gallotta ha ricostruito le vicende delle penne nere ferraresi Alla memoria di Manini e Quintavalle è stata dedicata anche una via cittadina
Il 24 maggio 1915 con l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, gli alpini occuparono i più importanti ed impervi punti, dal passo dello Stelvio alle Alpi Giulie, passando dal Tonale al monte Pasubio. Quello stesso giorno il primo soldato a perdere la vita fu l’alpino Riccardo Giusto della 16ª Compagnia del battaglione Cividale, ma tantissime altre furono le vittime nelle battaglie successive, sino alla fine del conflitto con 3mila morti e 80mila feriti solo fra gli alpini.
Furono molti anche gli alpini ferraresi che diedero la loro vita per la patria e grazie a Mario Gallotta, ed al suo caparbio e appassionato lavoro di ricerca sulla storia del nostro territorio, ha ricollocato nel presente la memoria di alcuni di loro dopo anni di oblio. Per un ricordo doveroso a cento anni dalla fine della Grande Guerra.
i caduti ferraresi
Ed ecco Germano Manini, nato a Consandolo il 2 novembre del 1893: sottotenente del Battaglione Pieve di Cadore e medaglia d’argento al valor militare, cadde sul campo il 21 ottobre 1915, dopo cinque mesi dall’inizio della guerra a Monte Cristallina d’Ampezzo. A lui è intitolata la bretella di collegamento tra via Provinciale e via Nazionale Sud, su proposta della sezione di Consandolo, ed a Ferrara il tratto fra via Poledrelli e viale Cavour.
Un altro prestigioso alpino ferrarese a cui fu dedicata una strada fu Noel Quintavalle, ferito nel 1915 durante la conquista del Monte Nero e decorato con medaglia d’argento al valor militare. Nato a Ferrara nel 1893, fu comandante di plotone nell’attacco alle fortissime trincee nemiche, portando i propri uomini audacemente all’attacco, sotto il fuoco continuo degli austriaci, lancio di sassi e bombe a mano, dando loro un esempio di coraggio e sprezzo del pericolo. Fu valente pittore, infatti un suo quadro che ritrae il tenore Borgatti è conservato al teatro di Cento, ma anche scrittore, scultore ed illustratore.
Il sottotenente Giuseppe Beretta era nato a Ferrara nel 1893: fratello di Fausto, noto musicista ferrarese, fu artigliere di montagna e cadde a Coni Zugna il 30 maggio 1916, durante una delle più eroiche azioni di guerra, dove seppe coprirsi di gloria allorché col tiro dei suoi pezzi d’artiglieria posti in batteria si trovò nella zona di combattimento definita “Le termopoli d’Italia”; decorato con medaglia d’argento al valor militare è stato ricordato anche da Nello Quilici.
Originario di Argenta il maresciallo aiutante Mario Biavati, combattè con il 3º Reggimento artiglieria da montagna e fu decorato con due medaglie di bronzo al valor militare. Nel ’36 aveva costituito il gruppo Alpini di Argenta, di cui fu capogruppo fino al ’43.
lo studente
Oltre agli alpini, ci furono gli universitari che studiavano nel nostro Ateneo e caddero in battaglia. Come il tenente aiutante maggiore Giovan Battista Copetti di origine friulana, morto nel 1916. Proclamato dottore in giurisprudenza ad honorem nel 2006 dalla nostra Università; è ricordato nella lapide dell’atrio d’ingresso nel palazzo di Renata di Francia in via Savonarola.
i gruppi
Era il 1930 quando l’avvocato Renzo Ravenna, ufficiale in congedo dell’artiglieria da montagna e podestà di Ferrara, mobilitò i reduci ferraresi che avevano combattuto con le penne nere per costituire una sezione dell’Ana. Prima guida dell’associazione fu Carlo Alfonso Besini: nel ’34 si costituì il gruppo di Pontelagoscuro e nel ’36 quello di Argenta. Nel ’38 i gruppi si trasformarono in plotoni e le sottosezioni in compagnie, per tale motivo la sottosezione di Ferrara divenne Compagnia Val Po, le cui tracce scompaiono con i tragici avvenimenti del settembre del 1943.
Di alpini si riparla nel ’58: Vittorio Mistri con Emilio Battisti rifonda il Gruppo Alpini di Ferrara, che ebbe grande notorietà con la manifestazione del ’66. A seguire Francesco Chiogna, Pier Luigi Cavallari - che si adoperò per intitolare agli alpini una via di Ferrara, il cippo e un parco a Portomaggiore -, dal 2002 Ferdinando Marchesi e dal 2015 il tenente colonnello Luca Nigrisoli. —
Margherita Goberti
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