La Nuova Ferrara

la rassegna 

I capolavori di Antonioni da oggi in sala a Milano Al via con “Deserto rosso”

Maria Cristina Nascosi
I capolavori di Antonioni da oggi in sala a Milano Al via con “Deserto rosso”

Da oggi e fino al 16 dicembre nella sala cinematografica “Alda Merini” all’interno dello spazio Oberdan a Milano, verranno proiettati alcuni film di Michelangelo Antonioni. Un omaggio che il...

2 MINUTI DI LETTURA





Da oggi e fino al 16 dicembre nella sala cinematografica “Alda Merini” all’interno dello spazio Oberdan a Milano, verranno proiettati alcuni film di Michelangelo Antonioni. Un omaggio che il capoluogo lombardo vuole rendere al cineasta ferrarese. La sala, attiva 270 giorni all’anno, ospita una media di novecento proiezioni e iniziative di Fondazione Cineteca Italiana. Si va dai grandi classici del cinema italiano e straniero, ai documentari alle anteprime.

ciclo antonioni

La rassegna dedicata al regista che attraverso le sue opere ha contribuito a costruire la storia del cinema internazionale, inizia oggi alle 15 con Deserto rosso, uscito nel 1964, è il primo film dopo la “trilogia dell’incomunicabilità” (L’avventura, La notte e L’eclisse). Sempre oggi, alle 21, verrà proiettato Zabriskie point del 1970. Dopo la Swinging London raccontata in Blow up, il regista vola negli Stati Uniti per raccontare la controcultura americana. Domani alle 16.30 verrà proiettato Il grido, del 1956, girato nel Ferrarese. Martedì alle 18.15 si prosegue poi con La notte, del 1961 con Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau e una giovanissima Monica Vitti. Si continua mercoledì con Le amiche, del 1955, venerdì con L’eclisse, del 1962. Dicembre si apre nel segno del precedentemente citato Blow up e prosegue con Professione reporter, Cronache di un amore (primo lungometraggio di Antonioni), Identificazione di una donna, L’avventura e si chiude domenica 16 con la replica de L’eclisse.

il cineasta

Regista, sceneggiatore, montatore, scrittore e pittore ma, ancor più, straordinario intellettuale precursore dei tempi, fin dal suo primo cortometraggio, il docufilm Gente del Po, del 1943-47 che avrebbe dovuto essere un lungo, ridotto poi per “motivi di guerra”. Come dichiarò una volta il critico Lino Micciché, Antonioni attraverso le sue opere riuscì a superare anche la lezione della Nouvelle Vague e della Nova Uln. —

Maria Cristina Nascosi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google