La Nuova Ferrara

prosa 

Risate sicure con Barbera, Giacobazzi e Paolo Rossi

Davide Bonesi
Risate sicure con Barbera, Giacobazzi e Paolo Rossi

l’intervistaDavide BonesiGiovedì il teatro dei Fluttuanti di Argenta ospita uno dei volti più noti del celebre programma comico “Zelig”, quello di Paolo Migone, livornese doc che dopo anni dedicati...

2 MINUTI DI LETTURA





l’intervista

Davide Bonesi

Giovedì il teatro dei Fluttuanti di Argenta ospita uno dei volti più noti del celebre programma comico “Zelig”, quello di Paolo Migone, livornese doc che dopo anni dedicati ai rapporti di coppia (ovviamente in chiave comica) cambia completamente genere, per provare ad aprire un nuovo filone di divertimento e, magari, attirare a teatro le nuove generazioni.

Migone presenta il suo nuovo lavoro intitolato “Beethoven non è un cane”, con una simpatica locandina che vede il musicista con l’occhio livido, quello classico utilizzato da Migone. Già il titolo dice tante cose...

«È una proposta diversa dal solito - conferma il comico -, perché non è fatto solo di parole (in chiave comica) ma dietro di me c’è un pannello che proietta di continuo immagini, disegni e foto. Sono vestito da damino del ’700 e di fatto sono un dj di musica classica, proponendo brani di Bach, Beethoven, Mozart e Vivaldi a frammenti, perché i giovani si stancano sul lungo e così li frego...».

Insomma, della serie la musica è in grossa crisi.

«La stiamo perdendo, così come la comicità. Spero che questo sia solo un momento di pausa per trovare nuovi metodi di comunicazione, dato che la tv è già superata. Con la fine di “Zelig” e i bassi ascolti di “Colorado” la comicità non va più in televisione, stiamo tutti aspettando qualcosa di diverso. In questo mio spettacolo, che finora (l’altra sera a Rimini c’è stata l’undicesima replica, ndr) è andato bene, presento un tema difficile in modo pop».

Eppure la prosa a teatro fa ancora il pienone.

«Mi si permetta una considerazione crudele: Pucci incolla i suoi sketch televisivi e li porta a teatro, ma non sono assolutamente adatti. Altri, addirittura, mettono la discomusic tra un pezzo e l’altro, ma anche questo non può andare bene per i giovani. Io con questo lavoro rischio tanto, perché abbandono il mio classico tema uomo-donna e si sa che il pubblico si aspetta da me sempre le solite cose. Ma è giusto provare a cambiare e con questa nuova forma di spettacolo chissà che non riesca ad incuriosire questi giovani “debosciati”».

L’attenzione è su di loro?

«Sì, il sistema che uso è il loro ed in fondo è molto semplice. Prendo la musica da Youtube, immagini e frasi dai vari social. Ma faccio citazioni giuste, recuperando cioé prodotti di valore, di qualità, come per l’appunto la musica classica. I giovani, purtroppo, non conoscono niente e questo è grave. Ma se vanno su Youtube e digitano “Bach” poi si apre loro un mondo, che credono vecchio e palloso, ma non è assolutamente vero. Per sentire bella musica basta poco». E Beethoven non è il cane dei film...

Info biglietti: tel. 0532 800843, 348.2652283. —

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google