La Nuova Ferrara

Al via “Punto e virgola”: quattro giorni di incontri e laboratori Sabato all’Ibs+Libraccio appuntamento con Simona Maggiorelli 

«La cultura non è più una priorità Abbiamo tradito la Costituzione»

Irene Lodi

l’intervistaComincia oggi “Punto e virgola; festival delle parole vere e dei racconti belli”. Nato dall’incontro fra l’associazione Gruppo del Tasso e la voglia di inventare storie autentiche, libere...

3 MINUTI DI LETTURA





l’intervista

Comincia oggi “Punto e virgola; festival delle parole vere e dei racconti belli”. Nato dall’incontro fra l’associazione Gruppo del Tasso e la voglia di inventare storie autentiche, libere dai condizionamenti di una retorica opaca e greve, l’anima del festival si incarna in laboratori che invitano a mettere in campo o sulla carta se stessi, con cura. Nell’ambito della rassegna, sabato alle 11 all’Ibs+Libraccio (piazza Trento e Trieste, Ferrara), si terrà l’incontro con Simona Maggiorelli. Il titolo dell’appuntamento è “Prima svolta a sinistra. Le notizie e cosa farne o del rimpastare la cronaca”. Dopo la presentazione del suo libro Attacco all’arte e la bellezza negata (L’asino d’oro edizioni), la giornalista guiderà il pubblico in un laboratorio dedicato alle parole.

Perché l’arte viene attaccata e la bellezza negata?

«Mi sono occupata degli episodi in cui il contenuto, anche emotivo, dell’arte è stato smentito. Per esempio, l’arte del paleolitico: fin dalla scoperta di Altamira, nell’Ottocento, ci fu chi disse che era un falso. C’erano due sponde opposte: da un lato i cattolici che, rifacendosi alla Bibbia, sostenevano l’incompatibilità storica delle pitture; dall’altra i positivisti che, applicando la teoria darwiniana, non concepivano l’esistenza di un antenato sensibile, in quanto i nostri avi non potevano che essere trogloditi, rozzi. Due ideologie che, per quanto diverse, arrivavano entrambe a negare una scoperta scientifica e un’espressione artistica. Mi sono poi spostata ad affrontare esempi dei beni culturali in Italia, ho ricostruito la storia e le motivazioni che hanno portato il nostro Paese a tradire l’articolo 9 della Costituzione. Pur essendo stato stilato in un momento di crisi, costituzionalizzare la tutela è stata una priorità: perché non dovrebbe più esserlo?».

Perché ancora oggi, allora, “con la cultura non si mangia”?

«Hanno prevalso, a partire dalla discesa in campo di Berlusconi, politiche – sia di centro destra sia di centro sinistra – che hanno sposato un’ideologia neo liberista, basata sulla monetizzazione e sulla ricerca del profitto immediato. Le amministrazioni non hanno pensato a investire fondi in cultura; si considerava spesa tutto ciò che non produceva un benefit e questo ha portato allo smantellamento della tutela. Fino ad arrivare ai fenomeni negativi che tutti conosciamo, uno fra tutti, lo sfruttamento del volontariato: anziché valorizzare i giovani preparati, che hanno studiato, si utilizzano volontari nei musei. Quando lo fa un privato è grave, ma se agisce così pure lo Stato, è gravissimo».

Cosa succederà sabato?

«L’idea è di coinvolgere il pubblico in maniera attiva. Partiremo da alcuni articoli di Left e li metteremo alla prova con una lettura più creativa. Vogliamo immaginare il vissuto delle persone citate - conclude -, i contesti, andare oltre all’aridità della descrizione del fatto oggettivo, cercando elementi di spessore». —

Irene Lodi

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google