Zuccherificio ritrovato diventa museo Classis Ravenna è finalmente realtà
Inaugurato lo spazio culturale alla Basilica di Sant’Apollinare Progetto atteso vent’anni e costato 22 milioni di euro
Un esempio che potrebbe venire buono anche per la nostra provincia, dove abbondano zuccherifici dismessi. Ieri ha aperto le porte il nuovo Museo della Città e del Territorio, che prende il nome di Classis Ravenna, con sede all’ex zuccherificio di Classe, alle porte della città, nell’area della Basilica di Sant’Apollinare.
Gli ultimi ritocchi, probabilmente, sono intervenuti negli istanti subito precedenti all’entrata dei primi privilegiatissimi visitatori. Quelli che hanno potuto vedere l’allestimento definitivo di Classis, subito dopo i curatori. Non si è trattato di autorità politiche o civili. Erano bambini e ragazzini delle scolaresche del territorio.
Poi c’è stato il momento delle parole e delle celebrazioni, finché due ali di folla che pestavano i gradoni per il freddo - e per l’eccitazione - hanno gremito l’enorme scalinata che porta all’ingresso. Una fiumana di persone e in mezzo un immaginifico corso d’acqua in mosaico. Questo il “fermo immagine” del taglio del nastro di Classis.
l’assenza del ministro
Fra tanti rappresentanti politici, civili, economici e religiosi unico assente il ministro della cultura, Alberto Bonisoli che, nel giorno in cui si apriva un museo di respiro internazionale, atteso vent’anni e costato 22 milioni di cui 8.4 messi dallo Stato, non si è fatto vedere, preferendo andare all’apertura del museo M9 a Mestre.
L’emozione degli intervenuti traspare dalla voce commossa del presidente di RavennAntica, Giuseppe Sassatelli, che sottolinea il «lavoro corale, che ha messo in rete istituzioni, persone e competenze».
Con un unicum burocratico, che proseguirà anche in futuro «per la valorizzazione e la tutela dei beni – ricorda il professore dell’Università di Bologna -. Un patto fra Ministero e Comune, il quale affida alla comunità il suo patrimonio. Un tratto che definirei risorgimentale, che riprende lo spirito di quel tempo, dove si responsabilizzavano i territori nel valorizzare i propri tesori. Fatelo sapere al ministro che noi, qui, abbiamo questo tipo di approccio».
Ha preso poi la parola il sindaco Michele De Pascale, così accalorato dall’emozione del momento da pronunciare il discorso in giacca, mentre tutti erano intabarrati nel cappotto. Torna a ricordare la visionarietà di Pier Paolo D’Attorre, ringrazia Elsa Signorino, ed evoca la Ravenna disegnata dal percorso espositivo di Classis: «Nei suoi momenti fulgenti, Ravenna è stata una città dove offerta culturale, lavoro, spiritualità ed etica si tenevano assieme - dice il primo cittadino -. Un connubio che rappresentava la forza di una realtà faro dell’Occidente».
edificio ritrovato
De Pascale sottolinea il carattere di grande apertura verso l’esterno del progetto: «Pensando al recupero dello zuccherificio, possiamo ben dire che in questo caso non solo il contenuto ma lo stesso contenitore rappresenta un valore in sè. E, quindi, così come la parrocchia di Classe è ospitata in una basilica che è patrimonio Unesco, Sant’Apollinare, anche questo polo culturale e civile avrà al suo interno la sede del Comitato cittadino di Classe. Vogliamo la cittadinanza come prima ambasciatrice di cultura. I visitatori, entrando, si vedranno contornati da bambini che giocano in un grande parco pubblico, quello che stiamo allestendo negli spazi esterni».
bonaccini polemico
Ultimo intervento prima della visita a Classis quello del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che ricorda come «la Lonely planet abbia scelto come prima meta europea l’Emilia Romagna. La concentrazione delle nostre eccellenze rappresentano un unicum mondiale. Per questo sono passate da 45 a 58 milioni le notti dormite da turisti nella nostra Regione, perché vediamo nella cultura un grande elemento di sviluppo. E duole vedere che stia uscendo dal dibattito nazionale». —
Andrea Tarroni
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
