La Nuova Ferrara

l’anniversario 

I 158 anni dell’Ariosto Il liceo dell’Umanesimo aperto a nuove idee

Simona Babbi Beatrice Cestari Federica Sossella
I 158 anni dell’Ariosto Il liceo dell’Umanesimo aperto a nuove idee

Ad affiancare la preside Salvi un docente di astrofisica  In mattinata incontri con ospiti e momenti musicali

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Ieri si è celebrato il 158° compleanno del Liceo Ariosto. Ad affiancare la preside Mara Salvi, è stato Pino Malaguti, ex studente del liceo e ora professore di astrofisica. Nella parte iniziale della mattinata sono stati premiati i vincitori delle borse di studio degli indirizzi scolastici: i ragazzi, la cui media finale del quarto anno era superiore all’otto e mezzo, hanno dovuto presentare un discorso inerente al loro percorso di studi che è stato giudicato da una commissione composta dalla dirigente e altri professori. Inoltre, sono stati assegnati i diplomi d’onore agli studenti che lo scorso anno hanno ricevuto il massimo dei voti all’esame di stato e sono stati menzionati i vincitori della gara di orienteering tenutasi all’inizio dell’anno scolastico. Malaguti è intervenuto sottolineando le differenze tra le condizioni odierne e l’inizio degli anni Ottanta del liceo. Egli frequentò “l’opzione sperimentale” , da poco introdotta, che includeva lo studio del latino e di due lingue straniere, e dovette affrontare un nuovo esame di maturità, il quale comprendeva tutte le materie.

La giornata è stata arricchita da un intermezzo musicale dove il giovane compositore Federico Cavalieri ha presentato in prima esecuzione assoluta il brano “Inno del Liceo Ariosto”, arrangiato da Mattia Novelli ed eseguito dal neonato Ensemble musicale del liceo: il brano si sviluppa con una piacevole alternanza di momenti mossi e solenni, piani e forti, soli e tutti, con chiari riferimenti alle colonne sonore composte da Morricone e Williams. Questa iniziativa è stata fortemente voluta dal vicepreside Fabrizio Fiocchi, appassionato di musica classica, il quale vede la nascita dell’Ensemble come il coronamento di un obiettivo. Per concludere l’evento, si sono tenuti altri due incontri: il primo ha trattato la storia dei buchi neri da Galileo a Schwarzschild, mentre il secondo ha riguardato la presentazione del libro Silvano Balboni era un dono di Daniele Lugli. –

Simona Babbi

Beatrice Cestari

Federica Sossella

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