La Nuova Ferrara

«Quei nomi storici sulle porte delle aule ci hanno spronato a conoscerne le vite»

Maria Guandalini Federico Izzi Mattia Novelli
«Quei nomi storici sulle porte delle aule ci hanno spronato a conoscerne le vite»

Il professor Lugli ha parlato dell’esempio di Silvano Balboni 

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IL RICORDO

Tutti i giorni noi studenti dell’Ariosto leggiamo nomi sulle porte delle aule, ma ci siamo mai chiesti a chi appartenevano? Uno di questi, Silvano Balboni, ha suscitato la curiosità del professor Daniele Lugli che, a tal proposito, ieri ha presentato ai ragazzi il suo libro Silvano Balboni era un dono, affiancato, durante l’incontro, dal Prof. Roberto Dall’Olio. In questo libro, attraverso la vita di Silvano Balboni e di alcune figure a lui vicine, Lugli descrive un antifascismo “diverso”, una lotta non violenta basata su assemblee, volantinaggio e diserzioni. Un modo di combattere, il suo, che spesso passa in secondo piano, oscurato dalla classica partigianeria, ma che sta molto a cuore all’autore, uno dei fondatori ed ex presidenti del movimento non violento, insieme ad Aldo Capitini, filosofo e antifascista italiano.

In un mondo come quello attuale, dove violenza e intolleranza sono all’ordine del giorno, è possibile ricreare un contesto simile a quello cui aveva dato vita Balboni? Secondo Lugli non solo è possibile, ma addirittura necessario. —

Maria Guandalini

Federico Izzi

Mattia Novelli

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