Una vita di successi «Dissi no alla Casa Bianca per paura dell’aereo»
Ottantanove anni e non sentirli: Soavi scrive una nuova commedia Un talent show targato Ferrara al centro dello spettacolo dialettale
il racconto
Una vita di certo particolare, ricca di soddisfazioni e successi quella di Carlo Soavi che a 89 anni, non si è ancora stancato di mettersi in gioco e scrivere nuovi testi teatrali; tutti rigorosamente in dialetto. Soavi non guarda al passato e attraverso le sue opere cerca di raccontare in maniera divertente ma allo stesso tempo anche graffiante e a volte grottesca, il presente. Attinge dalla realtà quotidiana, dalle situazioni di tutti giorni, e infatti, il suo ultimo spettacolo, il cinquantatreesimo, è stato ispirato dai talent e dalla televisione.
Dopo “L’è tuta colpa dl’euro”, “Al cellular lè sta la miè ruvina” e la commedia sui falsi invalidi, è ora la volta di “I talent nustran i s’à purtà luntan”. Qui Soavi mette in scena i lati a volte negativi e controproducenti dei programmi televisivi tanto in voga.
il mondo attorno
Certo, per arrivare alla sua tesi dissacrante doveva creare una situazione, dei personaggi, ma non ha trovato difficoltà a farlo in quanto la sua maestria sta proprio in questa ricerca che, dialogo dopo dialogo, battuta dopo battuta, si concretizza nelle sue commedie. E pur trattando tematiche attuali, Soavi, si affida ancora al dialetto, forma linguistica immediata e rappresentativa (e divertente) per la comunità locale.
lo spettacolo
L’autore oggi non più impegnato nei vortici di una professione che sebbene abbia avuto diverse sfaccettature, non gli ha mai smorzato la creatività e la fantasia, è rimasto colpito dai “talent”. Da qui è nata l’idea per un nuovo testo, la storia? L’assessore di Ferrara organizza una serata alla sala Estense per scoprire i talent locali. Ne esce un caleidoscopio incredibile di concorrenti che con i loro racconti deliziano gli spettatori. Il testo c’è, ora si cerca la compagnia.
l’autore
Carlo Soavi da tutti chiamato “Carlino”, nel corso della sua vita, tra una commedia e l’altra, si è inventato anche il “Disco delle vacanze”. «Si trattava di un souvenir per i clienti dell’albergo dove avevano trascorso le vacanze – ricorda – c’era l’immagine dell’hotel in copertina ed una canzone relativa al luogo di villeggiatura. Ne feci diverse migliaia di copie per 12 cittadine balneari da Jesolo a Riccione e fu un successo. Ma quello che mi diede la massima soddisfazione fu la canzone “Lucy” scritta in occasione del matrimonio della figlia del presidente americano Johnson, talmente apprezzata alla Casa Bianca da invitarmi per una settimana. Non ci andai – racconta Soavi –, perché avevo paura dell’aereo, però fui ospite dell’Ambasciata americana a Firenze per ricevere un attestato». —
Margherita Goberti
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