Viaggio dal debutto a Roma ai numeri record milanesi
Come detto, McDonald’s ha voluto celebrare i cinquant’anni del suo panino più famoso, il Big Mac, con una serie di libri (in tutto il mondo) per presentare e ringraziare le aziende che collaborano nella produzione dei panini. Il volume pubblicato quest’anno in Italia si intitola “Gli italiani che hanno reso grande il Big Mac” e in alcune pagine di ottima fattura vengono raccontate le storie di Mario Brina ed Enzo Cavallari, ma anche l’intuizione iniziale di Adriano Facchini, che racconta come prese via il progetto ferrarese nel 2000. Ora, se Brina collabora ancora con McDonald’s, Cavallari da qualche tempo ha ceduto il passo: «Sono troppo vecchio - dice l’84enne agricoltore ferrarese - per un impegno così grande». Anche perché, come spiegato da Facchini, la richiesta di grano è talmente alta che le due aziende ferraresi non potevano soddisfarla da sole.
L’agile volumetto (meno di 100 pagine) racconta la storia del primo Big Mac, preparato mezzo secolo fa in un locale di un sobborgo di Pittsburgh in Pennsylvania, intuizione di Jim Delligatti. Ma c’è anche l’intervista a Francesco Bazzucchi, colui che nel 1986 aprì il primo ristorante McDonald’s in Italia, precisamente in piazza di Spagna a Roma. Il locale più grande si trova invece in piazza Duomo a Milano: «Fa impressione - racconta Brina -, ci sono stato più di una volta. Vengono serviti contemporaneamente centinaia di clienti». Per la precisione vengono serviti circa 600 scontrini l’ora, un numero che ha dell’incredibile.
E a Ferrara i negozi sono cinque, tre in città (piazza Trento Trieste, via Modena e via Bologna), poi quelli di Cento e Comacchio.
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