Passione, impegno e talento innato Da Alberone a Malta per restaurare opere
La storia della 29enne Sara Mattioli che ha realizzato il suo sogno «Mi hanno chiamata al Main Guard a La Valletta: qui si può crescere»
l’intervista
Da Alberone di Cento all’Heritage di Malta e al Main Guard a La Valletta, per restaurare opere antiche esposte al nuovo museo Muza e dipinti murali. Perché le capacità e l’eccellenza italiana nel mondo degli interventi conservativi delle opere d’arte, sono riconosciute nel mondo.
il viaggio
È la storia di Sara Mattioli, 29 anni, originaria di Alberone di Cento, dove fra l’altro abita la sua famiglia, partita per Malta per inseguire un sogno. Un sogno e una passione, quella per il restauro, nata sui banchi di scuola e oggi diventata realtà. «Ho frequentato a Ferrara l’Istituto d’arte Dosso Dossi – racconta Sara – dove ho trascorso anni veramente importanti in quanto un mio insegnante mi diede la possibilità di effettuare uno stage di tre mesi presso un importante laboratorio di restauro a Ferrara della docente Barbara Stella, grazie alla quale ho avuto un primo approccio con il restauro dei dipinti antichi».
la decisione
È da questa esperienza molto positiva che arriva la decisione di Sara, una volta terminata la scuola, di ricercare una struttura universitaria che le desse la possibilità di prepararsi per un mondo lavorativo per lei estremamente affascinante. «Mi sono trasferita a Mantova per tre anni a gli Istituti Santa Paola per seguire il corso “Scuola laboratorio di restauro, conservazione dei beni culturali” e ho ottenuto la specializzazione nel restauro di dipinti su tela, tavola e sculture lignee». Dopo l’esperienza di Mantova, il ritorno ad Alberone: «Ho partecipato a vari stage, sia nel Laboratorio Studio di restauro Patrizia Moro a Bologna che, a seguito nel Laboratorio Licia Tasini di Pieve di Cento». Ma il primo vero confronto con il mondo del restauro è avvenuto nel 2012: «Ho acquisito un’importante commissione di restauro su pitture murali in una villa privata modenese. Poi nel 2015 sono stata chiamata a Malta da Valerio Ballotta, anche lui di Alberone, e attraverso i suoi contatti, mi ha dato la possibilità di incontrare Anthony Spagnol, principale conservatore per Heritage Malta che per conto del Governo maltese restaura e conserva le opere principali della cultura maltese e internazionale. Si tratta di opere esposte nei principali musei maltesi e in particolare nel nuovo museo Muza, inaugurato pochi giorni fa».
villa bighi
Da qui, la scelta della giovane restauratrice di intraprendere un nuovo stimolante percorso nei laboratori di Villa Bighi a Kalcara, di proprietà di Heritage Malta, lavorando su importanti opere e confrontandosi sulle più svariate tematiche con restauratori arrivati da tutto il mondo.
Terminato il periodo a Malta, il rientro in Italia e la pausa di un anno per motivi personali. Poi l’inattesa telefonata nel dicembre 2017: «Dai responsabili di Heritage la proposta di trasferirmi nuovamente a Malta. Infatti, dopo una ristretta selezione fra le persone che in passato avevano collaborato con loro, mi è stato affidato il restauro di quattro sculture policrome raffiguranti San Giovanni Battista, il Cristo, la Vergine Maria e San Giuseppe opere ora esposte al Muza».
il futuro
Sull’intervento anche un ampio articolo del Times Malta. Ad oggi, Sara sta lavorando presso il Main Guard a La Valletta per un intervento conservativo e di restauro su dipinti murali che la terrà occupata fino a marzo 2019. E nel futuro: «Mi hanno anticipato che c’è ancora tanto da fare e ci sarebbe la possibilità di allungare il contratto dopo marzo 2019. Mi piacerebbe crescere con questa mia esperienza lavorativa in quanto le possibilità, a differenza dell’Italia, qua a Malta ci sono. E i giovani sono molto valorizzati. Devo però valutare tanti aspetti - conclude Sara -, perché mi mancano gli affetti e la mia terra. Sarebbe un mio grande desiderio portare le esperienze maturate in questi anni nel mio territorio». —
Beatrice Barberini
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