Gli ossi del maiale Del “divin porcello” da sempre non si butta via niente
Al via due giorni di festa per riscoprire l’autenticità della cultura contadina basata sulla macellazione dell’animale
Questa sera e domani torna a Berra la tradizionale sagra de “J’oss dal maial” (gli ossi del maiale), giunta alla sua quindicesima edizione. La sagra rappresenta non solo una grande festa di paese, ma anche un appuntamento atteso e apprezzato con il gusto, la storia e la tradizione enogastronomica ferrarese, per chi vuole conoscere l’autenticità della cultura contadina.
il territorio
Berra è un paese del Basso Ferrarese situato sulla riva destra del fiume Po, lì dove si divide ed inizia il suo Delta, caro a Mario Soldati per la salamina da sugo.
Il paese è stato fondato nel 1908 in seguito ad un maggiore frazionamento del Comune di Copparo e sorge sulle sponde del Po al confine con il Veneto. È difficile ricostruire la storia dell’evoluzione del paese: i suoi territori furono teatro delle numerose deviazioni del Po nel corso dei secoli anche se, grazie ad alcuni reperti trovati nella località di Cologna, è possibile datare la presenza di attività umane verso la fine dell’età Romana.
Essendosi trovato per la maggior parte del Medioevo in territorio Veneto, con la Rotta di Ficarolo del 1152 e degli anni successivi, la morfologia del territorio venne notevolmente sconvolta determinando la separazione di Berra dal territorio veneto. Berra, assieme a gran parte del territorio che divenne poi il Comune di Ferrara, fu consegnato nel 1194 da Enrico VI agli Estensi, per avergli garantito la neutralità durante la sua discesa verso il meridione d’Italia. Così il territorio rientra con autorevolezza nelle tradizioni culinarie e enogastronomiche ferraresi tramandate dalle associazioni di volontariato locali.
Il 27 ottobre 1597, alla morte di Alfonso II d’Este, che non aveva lasciato eredi diretti, Papa Clemente VIII annette l’intero Ducato di Ferrara allo Stato Pontificio.
Dopo la parentesi napoleonica, Berra ritorna allo Stato Pontificio nel 1816, in seguito alla restaurazione operata dal Congresso di Vienna sin dal 1815. Dallo scorso ottobre il Comune di Berra per volontà popolare si è unito con il Comune di Ro, dando vita al nuovo Comune di Riva del Po. La fusione sarà ufficiale a partire da gennaio 2019.
le sagre
Fra le tante iniziative volte alla valorizzazione del territorio e degli antichi sapori, l’Associazione Cultura e Spettacolo Berrese organizza anche la Sagra del Bruscandolo e la Fiera della Zanzara che negli anni ha portato il paese all’attenzione dei media nazionali e internazionali.
La festa che chiude l’anno delle sagre berrese è quindi quella dedicata al “divin porcello”. Una manifestazione riservata ai cultori de “J’Oss”. «Celebriamo il maiale – spiega il presidente dell’associazione, Raffaella Nalli – che, presente nel nostro territorio sin dai tempi remoti, è sempre stato considerato fonte primaria di sicurezza. Possederlo, macellarlo, conservarlo faceva parte di una mentalità frutto della paura della carestia».
Durante la festa, oggi e domani nel ristorante allestito al centro sociale “La Colomba”, si potranno gustare piatti quali il bollito di ossi di maiale (ossi, zampetti, orecchi, codino), in compagnia di cren, sale marino e vino novello (e non solamente), maltagliati di fagioli, fegato in umido con polenta, cotechino, costine, stinco e torta di mele; da non perdere la ciambella “tocciata” nel vino a fine pasto. In più la novità del 2018: salamina con puré. Per info e prenotazioni: tel. 348.0517784. —
Lauro Casoni
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