Il pianoforte, Piazzolla e il tango «Questo lavoro è ciò che sono»
Aisemberg racchiude musica e storie in un nuovo cofanetto Dall’infanzia in Argentina all’arrivo in Italia: è un bonsai della mia vita
lA STORIA
Un viaggio tra Buenos Aires, Ferrara e la Romagna. Sfogliare e ascoltare l’ultimo lavoro di Hugo Aisemberg, pianista argentino da anni residente nella città estense, dà un po’ questa sensazione. È come fare le valigie e partire per andare alla ricerca delle cose che contano: le radici. Con “Piazzolla secondo Aisemberg. Un racconto scritto sul pentagramma della memoria”, questo il titolo del suo nuovo lavoro che si compone di libro e cd, il musicista ha voluto mettere nero su bianco le tappe fondamentali della sua vita che, inevitabilmente, sono legate a stretto giro con la sua carriera.
L’infanzia a Buenos Aires, l’avvicinamento al pianoforte vissuto inizialmente come una costrizione paterna e solo in seguito amato veramente, la vita a Budapest e l’arrivo in Italia. La passione irrefrenabile per il tango, Piazzolla, Borges e la tradizione argentina che non ha mai dimenticato e che, al contrario, ha sempre omaggiato e diffuso in Italia e all’estero. Tutto questo viene raccontato fluidamente, senza lungaggini inutili in questo, come lo ha definito lo stesso Aisemberg, «bonsai della mia vita». Ne è uscito un libro colorato, vivace, ricco di storie, aneddoti, fotografie, locandine, pensieri e citazioni. La pubblicazione però, come ha specificato il musicista, non sarebbe stata possibile senza la moglie Rosi «la mia Rosi».
«È stata lei a mettere insieme i pezzi della mia vita. Io suonavo e lei faceva la cernita di tutto quello che poi è finito in queste pagine. È stato un periodo molto bello, di grande lavoro e affetto». L’album, compendio ideale di questo volume, contiene dodici tracce trascritte per pianoforte e eseguite da Aisemberg.
I brani appartengono tutti al repertorio di Astor Piazzolla, a testimonianza ancora una volta di un amore (e uno studio) inarrestabile nei confronti dell’artista. L’unica eccezione è rappresentata da “Milonga” di Alberto Ginestra. “Piazzolla secondo Aisemberg. Un incontro infinito” è stato registrato al teatro Rossini di Lugo di Romagna e a marzo verrà presentato proprio lì durante un concerto. «Qui c’è un po’ tutto quello che sono e che sono stato - conclude Aisemberg - È come leggere un lungo spartito e al posto delle note, o insieme ad esse, c’è la mia vita». —
S. G.
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