La Nuova Ferrara

intervista

Maria Paiato, tre mesi di set e riprese sulle Alpi: periodo molto bello

Samuele Govoni
Maria Paiato, tre mesi di set e riprese sulle Alpi: periodo molto bello

Il debutto al cinema trent’anni fa, i ciak e i tour che non finiscono mai. L'attrice torna in sala con Scamarcio nel “Testimone invisibile” 

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Risponde da Torino Maria Paiato che, giusto un paio di giorni fa, ha debuttato al teatro Stabile in “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello. Repliche fino al 6 gennaio e poi via in tournèe fino a metà febbraio. L’attrice di Santa Maria Maddalena non tornerà a casa, almeno per un po’.

«Da inizio marzo mi trasferirò a Roma per la messa in scena di “Un nemico del popolo” di Ibsen, diretto da Popolizio; debutteremo il 20 marzo e poi saremo in scena all’Argentina fino a fine aprile». Come se non bastasse, da questa sera, sarà nei cinema d’Italia al fianco di Riccardo Scamarcio, Fabrizio Bentivoglio e Miriam Leone nel “Testimone invisibile”, nuovo film di Stefano Mordini.

Torna in sala a trent’anni esatti dal suo debutto.

«Nemmeno mi ricordavo di aver fatto il primo film nel 1988, sono negata con le date. Però... sì, mi sono diplomata all’Accademia nel 1984 perciò coi tempi ci siamo. In questi trent’anni ho fatto più teatro che cinema, non per una questione di snobbismo ma semplicemente perché è andata così. E' stato sempre un "gioco di incastri" tra un nuovo allestimento e un set ma questa volta è andata diversamente».

Eppure la sua attività teatrale, anche alla luce dei prossimi mesi, è praticamente incessante.

«È vero però (sorride, ndr) nel periodo delle riprese ero libera e quindi, dopo aver ottenuto la parte, ho potuto dedicarmi totalmente a questo lavoro. Ho fatto il provino a primavera e a metà maggio sono cominciate le riprese. Abbiamo lavorato fino al 7 luglio, prevalentemente in Trentino e poi in studio a Roma; è stato un periodo molto bello, stimolante e ho avuto la possibilità di lavorare con persone meravigliose».

Conosceva già Mordini?

«Come regista sì. Avevo visto i suoi film “Provincia meccanica”, “Pericle il nero”, “Acciaio”... mi erano piaciuti e sono stata felice di poter lavorare con lui. A dire il vero, lui mi ha detto che avevamo già diviso il set in “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino ma non c’eravamo mai incontrati. Questa è stata l’occasione giusta».

“Il testimone invisibile” è il remake di un thriller spagnolo. Chi personaggio interpreta?

«Sono un’avvocatessa e di cognome faccio Ferrara, quando ho visto il copione mi sono detta: “Allora è destino” (ride, ndr). Comunque, nel film io sono Virginia Ferrara e sono un avvocato potente, di quelli capaci di ribaltare le sorti di un processo. Gli eventi mi portano vicino ad Adriano Doria (Scamarcio, ndr), devo aiutarlo chiarire la sua situazione che è parecchio complicata. Ma più di questo non posso proprio dire».

Ha detto di essersi trovata particolarmente bene sul set, perché?

«Io non faccio cinema abitualmente, non macino ciak. È vero, sono abituata alle prove ma non è la stessa cosa; ho dovuto entrare in quel mondo bellissimo ma in un certo senso lontano da quello teatrale. Scamarcio, Bentivoglio, la Leone, sono stati sempre squisiti con me e di compagnia sia sul set, sia fuori. Sono belle persone e ottimi professionisti e quando è così, nascono legami che vanno oltre al lavoro». —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google