Così “Il viaggio di Roberto” fa tappa al Teatro Abbado
Prodotta dall’Alighieri di Ravenna l’opera racconta la storia di Bachi romagnolo morto ad Auschwitz L’opera inedita sarà in scena oggi alle 10.30 e alle 20
Attraverso l’arte, che è capace di andare oltre il tempo, la memoria diventa valore. È quello che accade ne “Il viaggio di Roberto, un treno verso Auschwitz”, azione scenica musicale in un atto allestita dal teatro Alighieri di Ravenna sulla storia del deportato ravennate Roberto Bachi, morto ad Auschwitz.
l’opera inedita
Questo titolo inedito arriva oggi sul palcoscenico del Teatro Comunale di Ferrara in una doppia recita: alle 10.30 in una matinée riservata agli studenti, come parte del cartellone di Teatro Ragazzi; e alle 20 per gli abbonati della Lirica. L’opera è una produzione del teatro Alighieri di Ravenna, coprodotta con il teatro Pavarotti di Modena, il Comunale di Ferrara e la Fondazione I Teatri di Piacenza.
Alle musiche di Paolo Marzocchi e al libretto di Guido Barbieri si unisce la regia di Alessio Pizzech, mentre primi protagonisti della produzione sono gli alunni della scuola Mordani – la stessa frequentata da Roberto Bachi - che compongono il coro di voci bianche Libere Note diretto da Elisabetta Agostini e Catia Gori, l’orchestra Corelli diretta da Jacopo Rivani, Franco Costantini e Cinzia Damassa rispettivamente nei panni di un ipotetico compagno di viaggio, Vittorio, e di Ines, la madre di Roberto. Al dialogo fra questi si contrappone il silenzio di Roberto, rappresentato sulla scena come muto protagonista della storia.
il progetto
L’opera è l’atto conclusivo di un percorso, teso a ricostruire la tragica vicenda di Roberto, che si deve all’impegno dei suoi ex compagni di classe - Danilo Naglia, Silvano Rosetti e Sergio Squarzina, in scena - e del compianto Giorgio Gaudenzi, negli anni in cui fu direttore della Mordani di Ravenna.
L’opera è articolata su diversi piani narrativi che corrispondono ad altrettanti piani musicali: se il livello dei vivi (Ines e Vittorio) è dominato dalla parola recitata, il piano della visione è invece affidato alla parola cantata: la musica è costruita di “memorie musicali”, integrate a materiale creato con una sequenza di sei note ricavata traslando in suoni il numero di matricola di Roberto, 167973. Biglietti disponibili da 8 a 19 euro. —
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