A Santo Stefano parte il festival del dialetto Risate alla sala Estense con la Straferrara
Slittato il calendario della rassegna intitolata a Faggioli «Ci piace lavorare col teatro pieno, dopo le feste è meglio»
Ormai ci siamo: con qualche settimana di ritardo rispetto al calendario degli anni passati, tornerà alla sala Estense a partire dal giorno di Santo Stefano la rassegna per gli appassionati del vernacolo ferrarese. Si tratta del tradizionale il “Festival del dialetto” con la storica compagnia cittadina Straferrara, dedicato all’indimenticato Beppe Faggioli. La programmazione proseguirà fino al 3 marzo praticamente ogni domenica pomeriggio con inizio alle 16 sul palco di piazza Municipale, tranne alcune eccezioni di calendario durante le festività natalizie.
«Abbiamo preso questa decisione di posticipare la data – ci racconta Rossana “Cici” Spadoni Faggioli, portavoce dello storico gruppo –, perché negli ultimi anni abbiamo notato che nel mese di dicembre il teatro non era pieno come negli altri appuntamenti. E questo non è certo stimolante, per un attore esibirsi davanti ad un pubblico scarso, mentre se lo sentiamo numeroso e partecipe è come se ci caricasse e rendiamo sicuramente di più».
«Del resto - prosegue - in dicembre la gente è molto indaffarata negli acquisti di Natale, nella preparazione del pranzo, nell’andare a visitare altri mercatini fuori città, insomma non pensa di venire a teatro. Quindi collegialmente abbiamo preso la decisione di partire dal giorno di Santo Stefano, per offrire il primo di tanti pomeriggi di relax e di tante risate».
il calendario
Il “Festival del dialetto” si aprirà con la commedia “Un paes in tal baul” scritta proprio da Beppe Faggioli, alla quale farà seguito domenica 30 dicembre “I fagh balar come il mariunet” e subito martedì 1 gennaio “El lu o ne’l brisa lu”, tre esilaranti appuntamenti da non perdere.
Ogni anno la Straferrara nello stilare il programma propone sempre qualcosa di nuovo, ma stavolta ha fatto ancora di più. Il testo che viene riproposto domenica 6 gennaio è, infatti, quello scritto da Celati e Forti che risale addirittura al 1929.
il nuovo lavoro
Si intitola “Al tramac” che, per chi non ha dimestichezza con la terminologia dialettale, significa un attrezzo particolare di pescare. La storia è ambientata negli anni Trenta e l’azione si svolge nelle nostre campagne ferraresi. La Straferrara nel recuperare il testo non ha voluto cambiare nulla, perché è sembrato a tutti che fosse giusto non togliere l’atmosfera ideata dagli autori, ritenendo pure che potesse rappresentare una testimonianza di un passato non troppo lontano, in parte superato e, quindi, con il rischio di dimenticarlo.
«L’ultima volta che la presentammo – ricorda “Cici” Faggioli - fu al Teatro Comunale nel 1982 in occasione del nostro 50º anniversario di fondazione. Sono trascorsi oramai diversi anni, ma il valore del testo ci ha portati a riprenderla oggi e lo abbiamo fatto con molto entusiasmo e partecipazione».
gli altri spettacoli
Domenica 13 gennaio sarà rappresentata “Tuta colpa della paternicilina”, testo del ’45 che fu riadattato da Faggioli. «Questa commedia divenne qualche anno dopo – spiega ancora “Cici” – l’argomento di un film interpretato in dialetto dalla Straferrara, dove c’erano ancora i miei genitori e un giovanissimo Beppe, mentre io stavo per nascere. Abbiamo cercato di recuperare questa pellicola, però è andata persa».
Seguiranno altri 5 spettacoli nelle domeniche 30 gennaio, 10, 17 e 24 febbraio e gran finale domenica 3 marzo. Il costo del biglietto d’ingresso è rimasto a 7 euro, ridotto a 6.50 euro. —
Margherita Goberti
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