La Nuova Ferrara

Petra Conti, l'ambasciatrice della danza italiana nel mondo a Comacchio

Davide Bonesi
Petra Conti, l'ambasciatrice della danza italiana nel mondo a Comacchio

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l’intervista

Davide Bonesi

A soli trent’anni è stata solista del corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano, di cui è diventata prima ballerina nel 2011, mentre dal 2013 è principal dancer al Boston Ballet nello Stato del Massachusetts e dallo scorso anno al Los Angeles Ballet. Ha partecipato a spettacoli nei principali teatri di tutto il mondo, ha vinto svariati premi, fra cui spicca nel 2011 il “Danza&Danza” come miglior interprete dell’anno, ha avuto l’onore il 10 ottobre 2013 di ballare con Roberto Bolle (con cui ballò nel programma tv “Sogni” condotto da Raffaella Carrà a soli 16 anni) alla “Vogue fashion Dubai experience” nel grattacielo più alto del mondo di fronte alle maggiori personalità della moda internazionale, con servizi su riviste mondiali. E, soprattutto, dal luglio 2014 è stata nominata ambasciatrice della danza italiana nel mondo, titolo che porta con onore (e responsabilità) nella città dove vive, Los Angeles. Insomma, un bel salto per questa ragazza di padre italiano e madre polacca nata ad Anagni, in provincia di Frosinone, e cresciuta artisticamente a Roma.

Ebbene, Petra Conti martedì 8 gennaio sarà a Comacchio per due masterclass di danza classica, ospite della scuola La bottega degli artisti di Sara Parmiani.

Insomma, la danza le ha regalato tantissime soddisfazioni, se lo aspettava?

«In effetti ho realizzato tanti sogni - ci racconta la Conti - e nell’ultimo periodo stanno arrivando tante cose importanti, per fortuna in un momento ideale della mia carriera. All’inizio non so se credevo di ottenere così tanti risultati: non immaginavo di arrivare fino a qui, ma come ogni bambina avevo (e ho) tanti sogni. Con il tempo questi sono cresciuti e mi sono sempre impegnata per diventare una prima ballerina».

Fra l’altro, in assoluto la danza sta attraversando un momento d’oro...

«Vero, questo è un periodo felice. Certamente in Italia e anche qui negli Stati Uniti dove vivo. Di certo contribuiscono i talent show ma anche i musical a teatro e i film. Sta tornando di moda tutta la danza, non solo uno specifico genere. Speriamo che continui così, la danza è un’arte che non può morire».

A proposito di talent, cosa ne pensa di chi sceglie questo percorso?

«Sono scelte personali. Io ho preso la strada sicura, ma durissima, dell’accademia di danza a Roma di otto anni ed il nono di perfezionamento. Altri preferiscono provare la strada dei programmi televisivi, in fondo l’importante è avere i maestri giusti».

Lei da quattro anni è ambasciatrice della danza italiana nel mondo...

«È una grande onore e anche una notevole responsabilità - racconta la ballerina di origini laziali -, per questo spero di non deludere chi ha creduto e crede in me. Specialmente adesso che vivo qui negli Stati Uniti sento questo peso su di me, perché so di dover sempre dare il massimo per tenere alto l’onore dell’Italia in ogni posto dove mi esibisco».

Quanto le mancano l’Italia e Roma?

«Sinceramente, non tanto... Mi spiego, sono stata una persona del mondo da sempre, ovviamente grazie alla danza. A 18 anni ero in Russia (ha perfezionato nel 2007-2008 gli studi al teatro Mariinsky di San Pietroburgo, ndr), poi sono andata in Germania (è stata nel corpo di ballo della compagnia del Bavarian State ballet di Monaco di Baviera nella stagione teatrale 2008-2009, ndr), per poi tornare in Italia, a Milano, per lavorare alla Scala, e successivamente sono arrivata negli Stati Uniti con mio marito (è sposata con l’albanese Eris Nezha , primo ballerino del Boston ballet, ndr), prima a Boston ed ora a Los Angeles. In fondo, quando mi esibisco giro tutto il mondo. Ma a Los Angeles ho trovato la dimensione giusta per me, è proprio la città ideale per gli artisti».

A Comacchio, ospite della scuola La bottega degli artisti, visionerà tante aspiranti danzatrici. Che consigli darà loro?

«Intanto, vorrei fare i complimenti agli organizzatori di queste masterclass, perché so che stanno lavorando tanto e con ottimi risultati per promuovere la danza nei giovani. Ai futuri ballerini dico sempre di sentire l’amore che hanno per questa disciplina che è arte. Un’arte difficile e dolorosa - spiega la Conti -, per continuare a farla servono amore e passione. Non bisogna iniziare a praticarla spinti dai genitori o dagli amici, lo stimolo si deve sentire dentro se stessi, perché alla fine solo questi ci permettono di andare avanti. E attenzione, non è necessario vivere nelle grandi città, in fondo io sono nata e cresciuta in provincia di Frosinone. L’importante è iniziare e poi credere in quello che si fa, partendo da questa base si può arrivare ovunque...».

Le due masterclass con Petra Conti a Comacchio fanno parte della rassegna “Comacchio in danza” a cura della scuola La bottega degli artisti. Info e iscrizioni al 320 6053662. —

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