“Interruzioni” protagoniste Prende vita il testo di Ghedini
La scrittrice ferrarese ha realizzato lo spettacolo con l’attrice milanese Coletti «Abbiamo voluto spiegare cosa è e cosa non è il testamento biologico»
Dopo il successo milanese ottenuto all’esordio nello scorso novembre, “Interruzioni” continuerà a portare nei teatri italiani la nuda realtà interiore di tre donne, arrivando anche nella nostra città in questo 2019. Lo spettacolo è ispirato al terzo racconto dell’omonimo libro di Camilla Ghedini, èd il primo a trattare il tema del Testamento biologico dall’approvazione in Italia della legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento risalente al gennaio 2017. Sarà l’attrice Gianna Coletti ad andare in scena, con la regia di Renzo Alessandri, unendo profondità e ironia.
«Il testo teatrale recepisce il senso dei quattro racconti – motiva l’autrice ferrarese -, con particolare riferimento alla maternità strettamente connessa alla morte: dandoti la vita ti do la morte. Poi, l’incomunicabilità tra genitori e figli. Fino alla necessità di sfatare il mito che in letto di morte ci si comprenda; non è vero. Il testo teatrale, scritto insieme da Gianna ed io, li recepisce e li snoda con focus sul testamento biologico, spiegando cosa è e cosa non è. C’è molta confusione nell’uso e, quindi, nella comprensione dei termini: suicidio assistito, testamento biologico, eutanasia. Noi la dissipiamo».
il lavoro sul palco
«E Gianna - continua la Ghedini - immette dal palcoscenico una straordinaria energia emotiva, unita alla forza della divulgazione scientifica del testo, grazie anche al contributo dato dal professor Davide Mazzon».
La narrazione ruota intorno a tre figure, tutte incarnate dalla Coletti: una giovane donna pacificata con la malattia che il destino le ha riservato; una madre assetata d’amore la quale vive di illusioni e rimpianti; una dottoressa che, facendosi portavoce dei tanti dubbi sul tema, rivolgendosi esclusivamente al pubblico spiega che il testamento biologico non è solo un atto con cui porre fine alla vita rinunciando all’accanimento terapeutico, ma è anche uno strumento con cui si può scegliere, invece, di vivere più a lungo.
il dolore in positivo
Interpretando tre personaggi differenti, intervallati dalle suggestioni date dal sassofono suonato dal musicista Jonathan Norani, l’attrice milanese tratta con delicatezza temi ostici. E il dirsi addio si trasforma in grazia e perdono.
«Una figlia morente comunica il suo destino incontrovertibile, scelto nonostante la giovane età, ad una madre muta nel dolore e sprovveduta, anche in quel momento, di una reazione adeguata», argomenta Mina Welby nella prefazione alla nuova ristampa del libro pubblicata dalla casa editrice Giraldi.
l’autrice
La Ghedini, giornalista e scrittrice ferrarese già premiata più volte per le sue battaglie in termini di onestà intellettuale e rispetto del prossimo, scrive con determinazione per mettere in guardia il lettore dai pregiudizi e dai luoghi comuni che snaturano le relazioni umane. —
Matteo Bianchi
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