Omaggio della Videoteca Gam ai tre film diretti dalla Grisi
Nella galleria civica di Torino è ospitata un’esposizione dedicata alla moglie di Quilici Questi lavori raccontano società tribali sparse nel mondo
Alla Videoteca Gam di via Magenta, a Torino, alla presenza del figlio Brando Quilici e di Elena Volpato, curatrice e conservatore della stessa Gam, è stato inaugurato un evento espositivo/filmografico che si protrarrà fino al mese di febbraio 2019 dedicato a Laura Grisi, artista italo - greca nata nel 1939, scomparsa lo scorso mese di dicembre.
La Grisi aveva debuttato nel 1964, a fianco di colleghi come Mambor, Pascali e Anselmo. Il suo lavoro era stato presentato a Londra nell’ambito di Frieze Masters nell’ottobre del 2017. Il quinquennio durante il quale la Grisi aveva realizzato i suoi film fu per lei un periodo di grande creatività, espressa a contatto con mondi e paesaggi molto diversi da quelli europei e metropolitani che avevano ispirato sino ad allora i suoi “Variable paintings” e “Neon paintings”, affini, per alcuni aspetti, alle ricerche del gruppo romano di piazza del Popolo e della Pop Art internazionale.
Durante tutti gli anni ’60, insieme con il marito, il grande documentarista ferrarese Folco Quilici, la Grisi ebbe occasione di conoscere e studiare territori poco noti, a partire da quello africano mettendo a confronto la cultura di società tribali di ogni parte del globo.
i tre lavori
Quei viaggi acuirono il suo interesse per la natura e le sue leggi, osservati con spirito scientifico sperimentale e pragmatico, ad un tempo, ma pur ravvivato da una intuizione ed una purezza di sguardo rivolti ad un’osservazione attenta, ad una poesia del paesaggio, al senso di infinito che il mondo tutto comprende. Le tre opere che la VideotecaGam presenta al pubblico, insieme con alcuni libri e documenti, costituiscono l’intera filmografia dell’artista, acquisita grazie alla Fondazione per l’arte moderna e contemporanea Crt. Si tratta di “Wind Speed 40 Knots” del 1968, il suo primo film. Poi “The Measuring of Time” del 1969, che è un film sorprendente per la sapienza registica e per l’anticipazione di temi e scelte linguistiche che saranno esplorate, negli anni immediatamente successivi, da artisti come Robert Smithson e Dan Graha. Per finire, “From One to Four Pebbles”, del 1972, lo stesso anno nel quale Alighiero Boetti nelle sue “Centoventi lettere dall’Afghanistan” univa uno schema combinatorio al senso di attraversamento dello spazio tipico dell’arte postale.
contatti
La Videoteca Gam si trova a Torino, in via Magenta 31, informazioni allo 011.4429518 oppure sulle pagine social della galleria civica d’arte moderna. —
Maria Cristina Nascosi
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google