La Nuova Ferrara

Petizione contro il restauro dei Diamanti Duecento firme della politica e della cultura

Gian Pietro Zerbini
Petizione contro il restauro dei Diamanti Duecento firme della politica e della cultura

L’iniziativa lanciata dalla Fondazione Cavallini Sgarbi raccoglie le perplessità di Italia Nostra: un’aggiunta soffocante

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I Diamanti della discordia. Le frizioni delle ultime settimane sugli argomenti culturali di Ferrara tra la famiglia Sgarbi e l’amministrazione comunale si arricchiscono di un’ulteriore e sugosa puntata. Questa volta è la Fondazione Cavallini Sgarbi a farsi promotrice e prima firmataria di una petizione che punta il dito contro il progetto di ampliamento di Palazzo Diamanti che apporterà delle modifiche strutturali in particolare nel cortile interno, togliendo la vecchia passerella e proponendo una coesistenza tra l’architettura moderna e l’esistente, costruito oltre 500 anni fa da Biagio Rossetti.

Petizione trasversale

Sono oltre duecento le firme, con nomi di personaggi famosissimi in campo nazionale, da architetti a letterati, da cantanti a registi, una vasta gamma di intellettuali e politici trasversali che hanno sottoscritto l’appello della Fondazione Cavallini Sgarbi al Ministro dei beni culturali per impedire quello che viene definito uno scempio. Oltre ad Elisabetta e Vittorio Sgarbi troviamo tra i firmatari ferraresi anche l’architetto Andrea Malacarne, referente di Italia Nostra, l’associazione che aveva per prima criticata il progetto, e poi c’è lo storico dell’arte Lucio Scardino, l’attore Stefano Muroni e Gloria Vancini, figlia del regista Florestano. E a proposito di registi ci sono tra gli altri Pupi Avati, Sergio Castellitto, Gabriele Lavia, Michele Placido per non parlare di politici dove si va da Massimo D’Alema a Giorgio Mulè, da Tommaso Cerno a Maria Stella Gelmini. Nutrita la pattuglia degli architetti che va da Paolo Portoghesi a Mario Botta. Tra i nomi più popolari campeggiano anche quelli di Albano Carrisi e Maurizio Costanzo e sindaci: da Dario Nardella a Leoluca Orlando. Tanti intellettuali, si va ad esempio da Roberto Vecchioni a Marcello Veneziani.

L’accusa

L’accusa mossa nella petizione al Ministro è che «a Ferrara, città del Rinascimento, patrimonio mondiale dell’Unesco, Palazzo dei Diamanti, il più importante edificio della Addizione erculea, sta per essere aggredito, nella sua perfezione, da un progetto di “ampliamento” del costo di 3,5 milioni di euro, su cui si è già espressa negativamente “Italia Nostra”. L’intervento soffoca il rapporto dell’edificio con lo spazio aperto della città. E assume lo stesso assurdo significato che avrebbe aggiungere un canto alla Divina Commedia o all’ Orlando Furioso”. La seguente raccolta di firme non è contro nessuno, ma per difendere l’integrità, minacciata da una visione utilitaristica, di un monumento che appartiene alla umanità. Ciò che vale per Dante e per Ariosto vale per Biagio Rossetti». —





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