Non solo musica Abbado rivive anche in fotografia
Al Ridotto inaugura la mostra “Il viaggio a Reims di Rossini” In parete scatti e bozzetti. Maisto: lui avrebbe voluto così
Claudio Abbado ci lasciava il 20 gennaio 2014. Il grande direttore d’orchestra, di cui il Teatro Comunale porta il nome, nel corso della sua carriera ha donato tanto alla città estense. Indimenticabile, per esempio, il concerto dopo il terremoto del 2012 per raccogliere fondi a favore del restauro. Ma ciò che ha trasmesso (e lasciato) in termini di vivacità culturale e attenzione per le nuove generazioni è tanto. Alla base delle sue scelte c’è sempre stato un profondo senso civico e civile e questo ha contraddistinto il suo lavoro rendendolo non solo un grande direttore d’orchestra ma anche un grande uomo e artista.
l’omaggio
Il Teatro Comunale di Ferrara (corso Martiri della Libertà, 5) ha deciso, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Teatro Comunale e l’Aasociazione Ferrara Musica, di omaggiarlo con tre iniziative: il concerto della Mahler Chamber Orchestrache si è tenuto il 15 gennaio, una serie di prove aperte in vista del concerto “Grazie Claudio!” diretto da Ezio Bosso (oggi alle 14 nel teatro estense) ed infine la mostra “Il viaggio a Reims di Rossini. Memorie di uno spettacolo”: una selezione delle immagini realizzate da Marco Caselli Nirmal. La mostra verrà inaugurata oggi alle 16.30 nelle sale del Ridotto del Teatro dal presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e dal sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani.
la mostra
L’esposizione è il frutto di una intensa collaborazione tra l’Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della regione con la Fondazione teatro comunale e il museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna. L’esposizione, che ricorda il 150esimo anniversario della scomparsa di Gioacchino Rossini, è composta da una selezione di 80 immagini realizzate da Marco Caselli Nirmal in occasione dello spettacolo presentato a Ferrara nel 1992 sotto la direzione di Claudio Abbado.
Il repertorio fotografico è affiancato da alcuni dei bozzetti di scena creati da Gae Aulenti per lo spettacolo. «L’archivio fotografico del Teatro Comunale di Ferrara conta oltre 250mila immagini», spiega la presidente Roberta Ziosi. «Questo enorme patrimonio - aggiunge - non celebra solo la realizzazione degli spettacoli ma il lavoro collettivo di musicisti, maestranze e tutte le figure professionali che attraverso le loro conoscenze svolgono un’opera fondamentale alla realizzazione di ogni spettacolo in un equilibrio puntato sempre verso l’eccellenza».
«La selezione delle opere è stata pensata per dare spazio alla ricostruzione della memoria di chi ha collaborato con il maestro ed il catalogo è accompagnato da interviste di chi ha avuto la fortuna di lavorarci. Uno spirito comune affiora dalle interviste: chi ha lavorato con Abbado riporta sempre la piacevolezza e il sapere che gli è stato trasmesso dal direttore d’orchestra», spiegano le due curatrici Giuseppina Banassari e Roberta Cristofori.
Il vicesindaco Massimo Maisto sottolinea: «Ci sono due modi per ricordare i grandi maestri: uno è quello formale delle celebrazioni, l’altro è quello più complesso, ovvero continuare a promuovere il messaggio che ci hanno trasmesso. In questo caso si è cercato di diffondere la cultura come Abbado avrebbe voluto: facendo suonare la sue orchestre e valorizzare il suo lavoro esponendo le immagini che sono conservate nel nostro archivio». —
Giulia Paratelli
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