L’autodistruzione attraverso il cibo Ecco “Fame mia” con la Marchioro
L’attrice stasera è di scena a palazzo Bellini: «È un tema molto femminile, spettacolo che fa divertire e dà spunti di riflessione»
Scava tra desideri, ossessioni, cibo e denutrizione “Fame mia, quasi una biografia” , commedia brillante ispirata a “Biografia della fame” di Amélie Nothomb, scritta ed interpretata da Annagaia Marchioro, per la regia di Serena Sinigaglia.
La giovane attrice veneta, reduce da diversi successi teatrali (e prestigiosi riconoscimenti), oggi alle 21 porta in scena, in anteprima assoluta per la nostra provincia a palazzo Bellini (via Agatopisto) per la provincia di Ferrara, il suo spettacolo che, con leggerezza ed ironia «parla di grandi passioni – ammette l’attrice –; è uno spettacolo comico, ma anche tragico insieme, cifra che persegue anche la regista Serena Sinigaglia. Tratta un tema molto femminile, quello di donne autodistruttive, che non riescono a dire cose e si auto-infliggono dolore attraverso l’anoressia».
temi delicati
La commedia, che ha avuto «una lunga genesi», è inserita nel cartellone invernale “Comacchio a teatro”. Nonostante la giovane età, la Marchioro ha calcato prestigiosi teatri al fianco di attori quali Claudio Bisio e Gioele Dix, affrontando temi di attualità ed estrema delicatezza, quali l’omosessualità femminile e la condizione delle donne islamiche.
Due anni fa ha vinto il premio “L’Alba che verrà” assegnato, nell’ambito di un concorso nazionale, alla miglior attrice dell’anno. «Quel premio mi ha dato la spinta a finire lo spettacolo – aggiunge l’attrice –, intorno al quale stavo lavorando, ma la scintilla è partita nel 2012, al Festival d’arte, a cui ho partecipato con il primo spettacolo, con la mia compagnia. Spero che il pubblico di Comacchio possa divertirsi, ma anche riflettere».
«Il futuro? Non ho idea di cosa possa succedere, dopo le date di” Fame mia”, tornerò a “Le allegre comari” di Windsor, celebre testo di Shakeaspeare, riscritto da Edoardo Erba e sempre con la regia di Serena». —
Katia Romagnoli
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