“Turandot”, Puccini e quel finale sospeso in scena all’Abbado
Oggi e domenica torna l’opera così come fu proposta nel ’26 Musica da camera, domani secondo concerto pomeridiano
Sarà un fine settimana all’insegna della musica quello che inizia oggi al Teatro Comunale Abbado di Ferrara (corso Martiri della Libertà, 5). E si comincia proprio questa sera con la stagione di lirica.
Dopo Il viaggio di Roberto, Nabucco e la Turandot dell’Opera di Pechino, si continua con la Turandot “originale”, uno dei titoli più amati di Giacomo Puccini e meno di frequente rappresentati nella nostra città, che nel 2003 l’ha ospitata l’ultima e unica volta nel dopoguerra. Sarà in scena oggi alle 20 e domenica pomeriggio alle 16, con il magnifico allestimento – regia, scene e costumi - che Pierluigi Pizzi ha allestito per il Macerata Opera Festival, ripreso da Massimo Pizzi Gasparon Contarini.
l’opera
Turandot nasce da una fiaba di Carlo Gozzi su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni. La storia narra le vicende di Turandot, sterminatrice dei suoi pretendenti, che scopre l’amore grazie a un principe ignoto, primo risolutore dei tre enigmi proposti come prova. Turandot è la grande incompiuta del Novecento musicale italiano e l’intento del regista sarà quello di rispettarne fedelmente il manoscritto autografo, eseguendolo fin dove lo musicò Puccini, senza alcun finale postumo.
la scelta
La rappresentazione di Ferrara terminerà proprio dove si fermò a comporlo prima di morire, proponendo la prima versione della Scala di Milano del 1926.
Dopo la grande scena della morte di Liù, il maestro Arturo Toscanini, voltandosi verso il pubblico, disse «qui termina la rappresentazione perché a questo punto il maestro è morto» e posò la bacchetta. Non solo, ma «la scelta di rappresentare solo la musica di Puccini può veramente sortire sul pubblico un impatto emotivo e narrativo speciale. In virtù di una narrazione scenica serrata e efficace si è optato per un impianto scenico permanente per unificare i luoghi della narrazione ed esaltare anche la dimensione favolistica e astratta della vicenda», spiega il regista che ha preferito togliere ogni intervallo per un’ora e quaranta minuti di musica di grande intensità. Ingresso da 15 a 63 euro. Per informazioni, dettagli e prenotazioni chiamare lo 0532.202675, www.teatrocomunaleferrara.it.
musica e memoria
Domani alle 17, secondo appuntamento de “Il cammino infinito della musica”, ciclo di concerti cameristici promosso dall’associazione culturale “Astor Piazzolla” con il patrocinio del Meis. L’evento musicale si terrà nelle sale del Ridotto del Comunale Abbado. Il concerto si intitola “Gioia e tristezza nella musica ebraica”.
«Per noi suonare questa musica significa dimostrare l’esistenza di una cultura che non muore», spiega Hugo Aisemberg, pianista e direttore del centro culturale “Astor Piazzolla”. Un momento musicale per ricordare il passato sì, ma anche per ragionare sul presente e cercare di capire come poter intervenire sul futuro.
Sul palco si esibiranno Juan Luca Aisemberg alla viola, Fabio Bonora al clarinetto e il maestro Hugo Aisemberg al pianoforte. Il trio proporrà brani di compositori ebraici noti e meno noti come Bloch, Weill, Krutojarskaja, Kovacs, Finzi, Castelnuovo tedesco, Yablokov, Roskin. —
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