La Nuova Ferrara

la storia 

Il canale Panfilio La strada d’acqua che univa Ferrara al resto del mondo

Margherita Goberti
Il canale Panfilio La strada d’acqua che univa Ferrara al resto del mondo

Realizzato nel XVII secolo, scorreva dove ora c’è viale Cavour La presentazione delle ricerche che sfoceranno in un libro

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La storia ferrarese è tutta legata all’acqua, L’acqua dei fiumi, dei canali, delle valli. E oggi al “Tè letterario” in programma alle 16 a Ferrara, nel cinema San Benedetto (via don Tazzoli 11), Andrea Cavallari – ingegnere e storico – illustrerà le sue ricerche sul canale Panfilio, spesso dimenticato, ma di fatto “il canale che collegava Ferrara al mondo”, realizzato nel XVII secolo. Cavallari ripercorrerà le vicende storiche del canale, chesaranno contenute in un libro in via di pubblicazione, scritto con Walter Ferrari.

Il canale Panfilio univa Pontelagoscuro alla città, consentendo quegli scambi di merci, e non solo, che stavano venendo meno per l’interramento naturale (secondo gli studi più recenti dovuto anche al terremoto del 1570) del ramo del Po che, toccate Bondeno e Vigarano, arrivava a Ferrara e qui si divideva in Primaro e Volano.

I LAVORI

La decisione di scavare il canale Panfilio fu presa durante la visita di Papa Clemente VIII a Ferrara, suo nuovo possedimento. Lo scavo iniziò lunedì 22 ottobre 1601. Il giorno precedente era stato benedetto il terreno su cui sarebbe sorta la chiesa di Pontelagoscuro.

I lavori furono finiti abbastanza in fretta ma vari furono i problemi irrisolti: il canale non poteva essere collegato direttamente al Po per cui occoreva trasbordare le merci. In più il nuovo Cavo di Ponte o del Barco, come fu chiamato, incrociava altri due canali (il Canale Nicolino-Fossa Lavezzola e il Canal Bianco) per cui sarebbe stato necessario costruire delle botti, costose e tecnicamente problematiche.

Inizialmente il canale fu molto utile nelle spedizioni di grano fatte dalle Marche per soccorrere la popolazione durante una carestia e che in precedenza risalivano il Primaro. Mostrò poi la sua utilità anche durante la guerra dei Barberini, sia per azioni militari sia per i rifornimenti.

IL NOME

Il nome canale Panfilio risale al 1645, dopo la fine della guerra, quando venne sistemato quello che in precedenza era il canale dei Giardini, che andava da Porta San Benedetto fino alla fossa del Castello percorrendo quello che ora è viale Cavour. Questo canale si era interrato per i lavori fatti per costruire la Fortezza e dato che in quell’anno il Papa era della famiglia Panfili, il canale divenne Panfilio nome esteso poi anche al tratto extra moenia fino a Pontelagoscuro.

Le merci che da Bologna arrivavano a Ferrara potevano tramite il canale Panfilio proseguire fino al Po e da lì essere trasbordate su altre barche che potevano giungere fino a Venezia e Trieste, lungo un percorso praticabile durante tutto l’anno. Per cui anche molti passeggeri preferivano questo itinerario, era sempre percorribile anche nelle stagioni in cui le strade si riducevano un ammasso di fango.

CASANOVA

Chi aveva molta fretta, una volta giunto a Pontelagoscuro, non navigava sul canale Panfilio, ma prendeva un cavallo o un calesse, anche se spesso tutto ciò serviva solo per guadagnare un’ora o due che poi venivano spese in qualche taverna a bere o a giocare a carte, come fece Giacomo Casanova nel 1747 quando, una volta arrivato a Ferrara, andò subito all’osteria di San Marco di fronte al Castello. Pochi anni dopo la sistemazione del Canale Panfilio fu realizzata anche la famosa via Coperta di Pontelagoscuro che era lunga più di cento metri. Sopra la via Coperta vi erano ampi magazzini dove stoccare le merci senza pericolo che subissero danni.

Il commercio risentì dell’occupazione francese, ma i problemi maggiori nacquero dopo la pace, sia perché nel congresso di Vienna si era ceduta all’Austria la Transpadana Ferrarese, sia perché a causa di una carestia era stata proibita l’esportazione di grani, molti dei quali passavano per Pontelagoscuro.

PORTO FRANCO

Nel 1817 Pontelagoscuro fu dichiarata porto franco sperando di risollevarvi il commercio, il che però accadde solo nel 1829, quando, su suggerimento dei mercanti locali, fu concesso ai commercianti di Pontelagoscuro il privilegio dell’ Emporeo fittizio .

Già nel 1766 era stata costruita una nuova strada che da Pontelagoscuro conduceva a Ferrara e molti passeggeri preferivano percorrere lo stradone anziché il Panfilio. Nel 1862, considerato che era stata completata la ferrovia tra Ferrara e Bologna e che era in corso avanzato di costruzione la linea Ferrara- Pontelagoscuro, si decise di tombare il canale nel tratto dentro alle mura di Ferrara. I lavori furono completati nel 1880 e sul percorso del vecchio canale venne realizzato viale Cavour.

Margherita Goberti



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