Il mondo di Mondo diventa una pellicola Storia del pioniere che creò la tv libera
Bragaglia nel ’75 inventò Telemondo, fra sport e spogliarelli «Poi i milanesi lo copiarono aprendo le porte a Berlusconi»
È stato il pioniere della televisione ferrarese, un vero e proprio personaggio trasversale, nato in provincia di Bologna, ma innamoratosi di Ferrara dove ha intrapreso l’attività di fotografo, spostandosi anche ai Lidi. Ma è stata la televisione il suo vero amore, grazie al quale è stato un precursore con i milanesi che venivano nella nostra città per copiarlo e dare vita a quelle emittenti private che pochi anni dopo - grazie a Berlusconi - sono diventate alternativa alla Rai, diventando l’impero attuale di Mediaset.
il ricordo
Il protagonista di questa storia è Edmondo Bragaglia, per tutti “Mondo”, nato il 21 luglio del 1936 ad Anzola dell’Emilia in provincia di Bologna, morto in un incidente stradale nel marzo del 1997, è da ritenere di fatto l’inventore della tv libera che da lui prese il nome, Telemondo.
Siamo nel 1975 e Bragaglia vede in questo strumento la possibilità di raccontare quello che accade nella vita quotidiana senza bavagli. E l’idea è talmente bella, che poco dopo iniziano ad arrivare nella nostra città imprenditori lombardi che, grazie alle maggiori possibilità economiche, hanno poi fatto diventare la tv libera un business.
Ebbene, per celebrare “Mondo”, l’Associazione De Humanitate Sanctae Annae di Ferrara ha voluto organizzare qualcosa per ricordarlo. E l’incarico è stato affidato a Carlo Magri, il quale ha realizzato una pellicola (della durata di 75 minuti) per raccontare la vita di “Mondo”, andando a raccogliere le testimonianze di quanti - ancora viventi - hanno collaborato con lui. Un lavoro certosino, con l’obiettivo di poterlo presentare in modo ufficiale, dopo la prima proiezione riservata di venerdì.
l’obiettivo
«Magri ha realizzato un certosino lavoro di collage - racconta Riccardo Modestino, presidente della De Humanitate Sanctae Annae -, raccogliendo materiale inedito e intervistando una ventina fra collaboratori (artisti, giornalisti, operatori) e amici di “Mondo”. Siamo nel periodo fra il 1975 e l’80, prima a Ferrara e poi a Lido Estensi. Sullo sfondo un mondo, una città, che stava cambiando e la sua grande voglia di indipendenza giornalistica».
i milanesi
L’aneddoto è proprio quello degli “imitatori” dal capoluogo lombardo. «La sua è stata la prima tv libera, proponendo programmi che erano novità assoluto, dallo sport alla cultura passando per i primi spogliarelli, il tutto con mezzi rudimentali, ma tanta passione. I milanesi venivano qui per imparare, poi diedero vita ad emittenti che attirarono imprenditori importanti, in primis Berlusconi».
Il sogno di “Mondo” è durato circa 5 anni, poi dopo alcuni mesi di transizione con un’altra tv, nacque Telestense ma qui inizia tutta un’altra storia. «Il lavoro, durato circa 18 mesi dalla sua ideazione, porta ad un’immagine complessiva molto romantica. La tv di “Mondo” non era ideologica, fu dato spazio alle prime assemblee studentesche, sullo sfondo c’erano inquietudini sociali, ma lui nella tv vedeva il modo per dare voce alla gente». —
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