La Nuova Ferrara

L’ANNIVERSARIO 

Storia della controversa Lucrezia Ferrara decisiva per la riabilitazione

Margherita Goberti
Storia della controversa Lucrezia Ferrara decisiva per la riabilitazione

Arrivò sposa di Alfonso I seguita da una brutta fama, ma alla Corte estense si fece amare da tutti

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Il 2019 è il 500º anniversario della morte di Lucrezia Borgia, uno dei personaggi simbolo della nostra città. E non a caso il Carnevale degli Este in questa sua 7ª edizione (domani per tutta la giornata in programma altre iniziative fra Museo Archeologico, Casa Romei e centro storico, sfilata alle 16.30 in piazza Municipale) ha scelto proprio Lucrezia come personaggio simbolo di questa edizione.

IL PRIMO ANNIVERSARIO

Lucrezia arrivò a Ferrara sposa del marchese Alfonso I nel febbraio del 1502 e a 500 anni da quella data al Belriguardo si tenne un importante convegno nazionale di studi, “Il Mito di Lucrezia Borgia nell’età contemporanea”. Molti i relatori che affrontarono ognuno un tema diverso, portando così una nuova luce su questa figura storicamente molto discussa, studiata, ammirata o condannata da letterati, poeti, artisti, musicisti e registi.

Fra gli studiosi anche tanti ferraresi che diedero il loro prezioso contributo, traducendo ad esempio “Lucrezia Borgia”di Victor Hugo musicata da Gaetano Donizzetti, come fece il senatore Mario Roffi. Altri romanzando un momento della sua vita a Roma, come fece Fabio Pittorru nel libro “La traccia delle volpi” e, ancora, Gian Paolo Borghi che da direttore dei Servizi di documentazione storica del Comune di Ferrara si occupò dell’immaginario. E Ottorino Bacilieri, allora assessore alla cultura del Comune di Voghiera: fu lui a sfatare la tradizione che voleva Lucrezia Borgia morire a Belriguardo e non nel convento di Ferrara. O Anna Quarzi, tuttora direttrice dell’Istituto di storia contemporanea, che si è dedicata alla filmografia, in particolare alla pellicola “Lucrezia Borgia” diretta nel ’40 da Hans Hinrich. E il critico d’arte Lucio Scardino ha studiato in particolare tre commedie di ambientazione ferrarese.

la mostra

Sempre in occasione dei 500 anni dall’arrivo a Ferrara di Lucrezia, gli Amici della Biblioteca Ariostea collaborarono all’allestimento di una mostra con un prezioso catalogo oggi quasi introvabile che raccolse le tracce della presenza della giovane dama spagnola nei documenti conservati in Biblioteca, Fra questi alcuni relativi alle cronache del tempo, opere dei grandi artisti che resero famosa la Corte estense con dediche alla duchessa, progetti architettonici realizzati per suo interessamento, libri di predicatori e confessori dediti alla cura della sua anima.

il nuovo traguardo

Quest’anno cadono, invece, i 500 anni dalla morte avvenuta nel 1519, quando a 39 anni dette alla luce il suo ottavo figlio, due precedenti e sei “Estensi” ( Ercole 1508, Ippolito 1509, Alessandro 1514, Eleonora 1515, Francesco 1516 e Isabella Maria 1519). Fu sepolta nel Convento delle suore di clausura del Corpus Domini di via Campofranco. Un buon numero di manoscritti e a stampa trattano del matrimonio, avvenimento “osservato” da tutta l’Europa: Ferrara infatti si legava così al pontefice Alessandro VI. Materiale unico ed importante, utile per approfondire la storia sia della duchessa che dell’epoca ferrarese nella quale visse.

la vita ferrarese

La fama che precedeva Lucrezia era quella di avvelenatrice, spregiudicata o, ancora, di essere una spia del papa e del Valentino per strappare il Ducato agli Este e farne un dominio per i Borgia. Quindi, nonostante la sontuosa accoglienza, molte erano le domande che si potevano fare sul suo arrivo e giustificata la diffidenza.

E, invece, sebbene i pregiudizi faticano a spegnersi, durante il suo periodo ferrarese riuscì a conquistarsi l’ammirazione sia di dame per l’eleganza e la benevolenza, che di cavalieri e degli uomini di Corte per la sua preparazione politica, che emerse nei periodi di reggenza quando il marito era assente. Nonché l’amore del consorte Alfonso I, che pianse a lungo dopo la sua morte.

gli anni precedenti

Lucrezia, sesta figlia del cardinal Rodrigo Borgia poi papa con il nome di Alessandro VI, era nata a Roma il 18 aprile 1480: tre mariti, una quindicina di gravidanze, le sopravvissero quattro figli legittimi (due “bastardi” erano morti molto giovani). Le prime nozze a 13 anni con Giovanni Sforza signore di Pesaro, ma dopo quattro anni cambiato il clima politico e la strategia delle alleanze pontificie, il matrimonio fu annullato a causa di impotenza del consorte, per altro negata da Giovanni. Dopo pochi mesi il secondo matrimonio con Alfonso d’Aragona duca di Bisceglie, figlio e nipote del re. Anche questo legame durò poco, circa due anni per la morte di Alfonso, ferito mortalmente in un agguato sulla scalinata di San Pietro dai sicari del Valentino, ovvero Cesare Borgia secondogenito del papa, fratello di Lucrezia che era incinta del primo figlio legittimo. Infine, il terzo ed ultimo matrimonio con il duca Alfonso I d’Este e il suo trasferimento a Ferrara. Era stata accusata proprio da Sforza di incesto, poi ripreso da varie cronache del tempo, senza contare i rapporti fugaci con camerieri puniti e fatti cruentemente sparire. Una vita romana frivola e immersa in ogni tipo delle peggiori turpitudini, riscattate una volta lasciata la capitale per Ferrara. —

Margherita Goberti

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