La Nuova Ferrara

in parete a mesola 

Zanellato, tra quadri e poesie Una vita intera dedicata all’arte

Katia Romagnoli

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Volge al termine la mostra antologica “La misura interiore dell’anima”, allestita nel castello di Mesola dal pittore, grafico e poeta Alfredo Zanellato. Centottanta le opere esposte dall’artista di Ariano Ferrarese nei saloni del castello estense, che raccontano tutta la carriera artistica di un uomo celebrato in tutto il mondo, ma sempre rimasto legato alle proprie radici. «In un’opera d’arte cerco equilibrio, mistero, trasparenza, forse anche eleganza, ma non ostentazione e poesia. Deve emozionarmi, non mi importa piacere a tutti i costi». A dispetto dei suoi 88 anni, Alfredo Zanellato, dopo una vita di mostre pittoriche e riconoscimenti in Italia e all’estero, descrive la propria arte e i grandi incontri della sua vita con il candore di un ragazzino. «Mimì Qulici, mamma di Folco, dopo esser rimasta vedova si è trasferita a Roma e ha voluto conoscermi dopo aver letto un articolo che parlava di me. Quando è venuta a dipingere le valli di Comacchio, siamo andati insieme e devo dirlo– ricorda Zanellato – era uguale identica a suo figlio».

vita e opere

Dall’amicizia con Mimì Qulici, al corso all’Accademia delle Belle Arti “San Luca” di Roma, si apre per Zanellato, a metà degli anni ’50, un ventaglio di occasioni infinite per entrare in contatto con personalità illustri dell’epoca, ma anche per farsi conoscere con una serie di concorsi che lo vedranno spesso vincitore. A Roma il pittore di Ariano conosce, tra gli altri, Giorgio Bassani, ma nei tanti album dei ricordi si possono sfogliare le lettere con saluti e apprezzamenti ricevuti da Aligi Sassu, Salvador Dalì, Mirò. La consacrazione arriva a New York, dove il giovane Zanellato, dopo aver partecipato ad una mostra collettiva, vi fa ritorno nel 1968 con una personale, durante la quale riuscirà a vendere tutte e 38 le opere esposte. Appassionato di opere liriche, cinema e letteratura, il pittore di Ariano si diletta anche a scrivere poesie e quando non dipinge «attendo l’ispirazione, dato che non sono a contratto con nessuno, leggo, vedo immagini, ascolto musica, annaffio le piante, anche troppo».

Il tema delle sedie aggrovigliate è ricorrente nelle opere dell’artista che a 11 anni ha perso la madre e sono specchio di uno stato interiore, di ricordi ed emozioni. Secondo Zanellato al giorno d’oggi si è perso il concetto di pittura, in quanto «basta prendere una tela, fissare dei chiodi, ma il risultato non è più una tela dipinta. Sembra un materasso».

l’omaggio

A conclusione della mostra allestita nel castello di Mesola, in programma per domani, il pittore donerà al Comune e dunque alla cittadinanza tutta, una delle sue opere esposte. Il quadro, grande tre metri per due, sarà esposto all’interno della sala del consiglio comunale. —

Katia Romagnoli

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