Siberiana, il rumore del silenzio Un libro ne racconta la storia
Berveglieri ha deciso di scrivere un volume sulla gelateria che non c’è più Un sogno nato nel 1980 diventato ben presto una favola ma dal triste finale
I sogni aiutano a vivere? Il rischio è quello di far sembrare questo attacco una domanda alla Gigi Marzullo, ma quando sai già la risposta ti puoi permettere qualsiasi citazione, anche quelle in dialetto ferrarese che distribuiva con saggezza il papà dell’autrice.
Ebbene sì, i sogni aiutano a vivere, a superare ostacoli, a rendere meno gravoso il presente, a progettare il futuro e a guardare le cose belle che ci ha lasciato il passato. Ecco appunto, questo libro di Cinzia Berveglieri – collaboratrice infaticabile della Nuova Ferrara – è soprattutto un ricordo di quello che era, che è stato e, purtroppo mai più, sarà la Siberiana. Si intitola Il rumore del silenzio. “La Siberiana” tra sogno e realtà e da oggi si potrà trovare alla Libreria Feltrinelli (in via Garibaldi), dove sabato 16 marzo alle 11 sarà presentato dall’autrice con il fotografo Federico Pasqualini e gli ex titolari della nota gelateria.
Amarcord ferrarese
È scritto con il cuore di chi quel chiosco – una piacevole oasi nella calura – l’ha frequentato per tanti anni, colonna sonora di estati ferraresi passate al chiaro di luna, tra i rumori delle cicale, a parlare e scherzare, affogando gli eventuali dispiaceri in una deliziosa coppa gelato. Un amarcord ferrarese che si trasforma in un racconto con stile giornalistico, documentato da foto del passato e dalle testimonianze dei protagonisti e non solo dei titolari: Francesco e Gabriella, che nel 1980 hanno messo in piedi un’attività diventata ritrovo e punto di riferimento nella bella stagione per tante persone. A parte qualche frecciatina, indirizzata a chi poteva in qualche modo evitare la chiusura anticipata della Siberiana, il libro non ha intento polemico, ma è una cavalcata nei ricordi di quasi quarant’anni di vita ferrarese, un microcosmo di persone riunite in quello spazio verde di viale IV Novembre, quando la Gad era veramente un Giardino, ed entrare in quella porta tra la siepe sembrava di varcare il confine del bosco dei 100 Acri di Winnie the Pooh.
Già, proprio una storia che diventa anche favola, da raccontare ai bambini, una favola dal finale un po’ triste però.
Nostalgia del passato
Nostalgia per quello che era e soprattutto ricerca di quegli anni dove si parlava e non si chattava, si rideva e non si messaggiava, si stava insieme e non appartati con lo smartphone. Tutto passa, ma è bene ricordare, con la memoria storica della documentazione e delle testimonianze, quello che eravamo. Il pregio di questo racconto diviso in capitoli è proprio quello di far rivivere la Siberiana per quello che era, molto più di una granita alla menta servita al sindaco o di una birra giocata ai bussolotti con quel prete naif, era soprattutto una grande famiglia con momenti belli e brutti.
Un pezzo di storia scritto da una persona molto attaccata alla vita, visto che ha toccato con mano il dramma di poterla perdere.
Una storia cittadina
Una storia ferrarese portata sotto i riflettori grazie ad un libro fortemente voluto, pensato e realizzato senza il sostegno di alcun editore. Perché Cinzia non si ferma davanti a nulla. E anche per questo merita un applauso e un incoraggiamento per raccontare ancora tante altre belle storie della nostra Ferrara. —
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