Trovati in biblioteca a Cesena i resti di Novello Malatesta
L’azienda Ahrcos ha effettuato il delicato intervento rimuovendo l’urna a cui sono seguite indagini di ossa e pergamente trovate
«Svelato il segreto dell’urna ritrovata all’interno della Biblioteca Malatestiana di Cesena. La perizia ha confermato che i resti ritrovati sono compatibili con il periodo storico in cui è vissuto Novello Malatesta». Dal titolare di Ahrcos, Alessandro Battaglia, una prima risposta all’interrogativo che gli studiosi hanno da sempre posto rispetto alla presenza, all’interno della Malatestiana, delle reliquie di Domenico Malatesta, detto Novello, signore di Cesena dal 1429 al 1465, a cui si devono le più grandi opere che si trovano ancor oggi a Cesena.
l’intervento
L’azienda centese si è occupata di supportare un team di studiosi durante le fasi di indagine scientifica, per rintracciare l’urna che si supponeva contenesse i resti del Malatesta. Incaricata di ricercare l’urna contenente i resti, di svolgere l’analisi del Dna e, nel caso, riportare alla luce le spoglie del Malatesta, Ahrcos è riuscita nell’impresa. Nel febbraio del 2018 e dopo tre settimane di indagini, i tecnici di Ahrcos hanno prima individuato l’urna funeraria all'interno della biblioteca. Attraverso un percorso di diagnostica integrata con equipe medica per la localizzazione e la rimozione controllata, l’impresa ha estratto e aperto l’urna. Ne è seguita un’attenta analisi delle ossa e delle pergamene ritrovate.
«La perizia redatta dall’Università di Bologna – spiega Battaglia -, insieme ai risultati delle indagini eseguite con il metodo del radiocarbonio, hanno confermato che i ritrovamenti in urna sono da riferirsi con precisione ad un periodo storico contenuto il 1400 e 1445, epoca ampiamente compatibile con la vita di Novello».
Ad oggi, l’impresa centese è impegnata nel riposizionare l’urna: «Così le reliquie potranno riposare in pace, in un luogo mistico e carico di fascino. Ora seguiranno, sempre a nostra cura, i lavori di restauro delle pareti su cui è stata fatta l’apertura per entrare. Ma nessuno può confermare se le ossa ritrovate, frammiste con ossa animali, siano effettivamente quelle del Malatesta. Quel che è certo è che le stoffe ritrovate sono compatibili con il periodo storico in cui visse». —
Beatrice Barberini
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