Prostituzione, una ferita aperta Fermarla? Troppi gli interessi
Stasera alla sala Estense a Ferrara evento della Comunità Papa Giovanni XXIII Salvate dalla strada 7.000 ragazze in 30 anni. La petizione per punire i clienti
Venerdì 8 marzo si celebra in tutta Italia (e in gran parte della nostra provincia) la festa della donna. Al di là dei momenti ludici, è anche un’occasione per riflettere sulle tante problematiche che ancora riguardano il mondo femminile, dai troppi casi di violenza (spesso finiti in femminicidio) alle disparità sul mondo del lavoro,
dramma prostituzione
Sono oltre 7.000 le ragazze vittime del racket della prostituzione che la Comunità Papa Giovanni XXIII in trent’anni di attività in tutta Italia ha liberato dalla strada e accolto. Questo grazie ad un’incessante attività che vede ogni settimana il costante e tenace lavoro di 28 unità di strada e 120 volontari per incontrare le persone che si prostituiscono. «Tuttavia - dicono i responsabili ferraresi della Comunità -, sono sempre di più le donne e le minori che arrivano in Italia ed in Europa sognando un futuro migliore ma che si trovano, poi, a fare i conti con lo squallore e la violenza dello sfruttamento sessuale in strada. Donne che, nella maggior parte dei casi, arrivano da ambienti familiari e sociali degradati, con alle spalle storie di povertà, violenza e abusi. Ed è per questo che è di fondamentale importanza tenere alta l’attenzione su una tematica quanto mai complessa ed attuale, nei confronti della quale è necessario trovare urgenti soluzioni e contromisure».
il lavoro sul campo
E così sono numerose le iniziative messe in campo dalla Papa Giovanni XXIII, l’associazione fondata da don Oreste Benzi che dal 1968 è impegnata nell’attenzione a varie forme di disagio e che oggi è diffusa in 32 Paesi nei cinque continenti. Fra le iniziative più importanti in tale campo rientra indubbiamente la campagna “Questo è il mio Corpo”, finalizzata alla liberazione delle vittime della tratta e della prostituzione, con alla base l’obiettivo di colpire direttamente la domanda, ossia sanzionando i clienti delle donne che si prostituiscono.
a ferrara
In concomitanza dell’avvicinamento alla data dell’8 marzo, nel tentativo di sensibilizzare la cittadinanza verso questo problema sempre più rilevante, questa sera, con inizio alle 21 alla sala Estense in piazza Municipale a Ferrara, si terrà l’evento dal titolo “La dignità della donna è un abito che non tutti sanno vedere”; patrocinato dal Comune di Ferrara. Si tratta di una serata di riflessione con interventi mirati di esperti e la proiezione di un video sull’unità di strada, la quale quattro volte al mese esce con alcuni volontari nelle vie di Ferrara frequentate da prostitute, allo scopo di invitare le donne ad uscire dal racket e offrire accoglienza nelle proprie strutture ed un percorso protetto di recupero e integrazione.
mondanità
A questi momenti si alternerà anche una sfilata, nella quale alcune ragazze sfileranno in abiti eleganti, accompagnate da un commento di sottofondo che cercherà di mettere in risalto valori e aspetti positivi della donna, non vista come oggetto di piacere maschile bensì come un soggetto autonomo di bellezza e dignità.
Sul sito questoeilmiocorpo.org è anche possibile firmare una petizione per invitare il Parlamento ad approvare una legge che, sull’esperienza di altre legislazioni europee, punisca il cliente dello sfruttamento sessuale, per togliere così alle organizzazioni criminali la fonte di guadagno. L’ingresso alla serata di oggi è gratuito. —
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