Bassani e Il giardino dei Finzi Contini Anatomia di un romanzo ferrarese
Da Boston a Ferrara: il docente di italianistica fa riaffiorare misteri sepolti da cinquant’anni
Gli studenti del liceo Ariosto di Ferrara raccontano in questo articolo la 18ª Giornata Bassani svoltasi ieri all’interno della loro scuola.
Giornata Bassani al liceo classico “Ludovico Ariosto”, giunta ormai alla sua diciottesima edizione. L’incontro si è aperto con i saluti della dirigente scolastica Mara Salvi, che ha introdotto gli ospiti: Sergio Parussa, professore di italianistica del Wellesley College di Boston, Paola ed Enrico Bassani, figli dello scrittore e rappresentanti della Fondazione in onore del padre che, tra le varie attività di studio, si è occupata di digitalizzare più di duemila pagine della versione originale di uno dei più celebri romanzi bassaniani, “Il giardino dei Finzi-Contini”.
La scrittura
Dopo essere stato digitalizzato, il documento è diventato oggetto di studio del professor Parussa il quale, attraverso questo testo, ha studiato il metodo di scrittura dell’autore. Il giardino dei Finzi-Contini è stato infatti composto tra il 1958 e il 1962, periodo in cui stavano emergendo nuove modalità di stesura attraverso l’utilizzo di innovative macchine da scrivere e di diversi tipi di carta. Bassani si ritirò prima a Roma poi a Santa Marinella, in un hotel descritto nel prologo del romanzo, con un’Olivetti 32 e una penna rossa: inizialmente scriveva la bozza a macchina, poi correggeva a mano, scrivendo gli appunti sui margini dei fogli, e alla fine scriveva a macchina la versione definitiva. Così nacque “La casa sotto l’erba”, titolo che venne assegnato all’opera in un primo momento per poi essere sostituito da quello che conosciamo oggi, perché considerato «troppo psicologico, troppo alla Emily Dickinson», come afferma la figlia Paola, «in contrasto con gli altri suoi titoli».
Ma ciò che ha sorpreso di più Parussa è che il dattiloscritto originale contiene trenta capitoli, e non ventotto come la versione di oggi: il trentesimo capitolo corrisponde, nella versione attuale, all’epilogo, il primo al prologo, mentre il capitolo ventinove è stato del tutto omesso. Nelle pagine che Bassani aveva scritto, rielaborato e poi deciso di non inserire nell’opera definitiva, il protagonista assiste alla scena d’amore tra Micol e Malnate, rendendo certo ciò che i lettori hanno sempre e solo sospettato. Dunque grazie a questi studi, il professor Parussa è stato in grado di rivelare i segreti che Bassani aveva nascosto ai suoi lettori per più di cinquant’anni.
L’ex studente
Anche quest’anno la giornata Bassani, celebrata nel giorno del compleanno dello scrittore, ha contribuito a ravvivare la memoria, la conoscenza e gli studi legati ad uno dei più celebri ex studenti del Liceo Ariosto, coinvolgendo gli alunni e la cittadinanza. L’organizzazione della Giornata, suddivisa quest’anno in due mattinate, è stata possibile grazie alla collaborazione della Fondazione “Giorgio Bassani”, di Arch’è Associazione Culturale Nereo Alfieri nella persona del Presidente Silvana Onofri e delle docenti del Liceo Ariosto Paola Cazzola e Monica Giori, che si sono occupate della progettazione e del coordinamento dell’attività didattica. —
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