Da 20 anni orfani di Kubrick Il filosofo con la cinepresa
Il regista morì il 7 marzo 1999 poco prima di ultimare “Eyes Wide Shut” Cultore della ricerca estetica attraverso racconti di introspezione e mistero
Se non il più grande, il più enigmatico. Il più contorto, il più spregiudicato, il più criticato, il più... In una parola, unico. Stanley Kubrick ha cambiato il modo di fare cinema e soprattutto il modo di raccontare una storia attraverso il grande schermo. Lui, nato a New York nel lontano 1928 e morto esattamente 20 anni fa il 7 marzo 1999, l'anticonformista per eccellenza della pellicola capace di inventare uno stile narrativo basato sul ragionamento introspettivo che nasce dall’immagine. Una caratteristica frutto della sua smisurata passione per la fotografia, arte che ha affinato in gioventù e che non ha mai smesso di coltivare.
Ma è chiaro che per il grande pubblico Kubrick è l’uomo del mistero. I suoi film, pieni zeppi di citazioni più o meno velate, hanno portato decine di studiosi ad interrogarsi sui significati nascosti lanciati dal regista e mai rivelati. Significati e allegorie che alla lunga sono diventati pure complotti. Come per il capolavoro dell’horror Shining, ispirato all’omonimo libro di Stephen King e che in molti definiscono come il testamento dello stesso Kubrick. Avrebbe svelato, secondo i complottisti, la sua partecipazione alle “riprese” per il finto allunaggio del 1969.
Ma andiamo con ordine. L’opera prima, se così la si può definire, del regista statunitense naturalizzato inglese risale al 1959, quando prende il posto di Anthony Mann nella direzione di Spartacus. Il film più costoso della storia fino a quel momento, con Kirk Douglas nei panni dello schiavo che sfidò i romani. Un successo al botteghino, meno nell’animo di Kubrick che non negò i diverbi con lo stesso Douglas.
Negli anni ’60 la consacrazione. Da Il dottor Stranamore al capolavoro 2001 - Odissea nello spazio. Un film straordinario, un trattato di filosofia trasportato su pellicola che rappresentò anche un punto nevralgico della lavorazione cinematografica grazie agli effetti speciali e alle inquadrature introdotte dallo stesso regista. E poi, nel 1971, il definitivo salto di qualità con la sceneggiatura di Arancia Meccanica. Un film crudo, quasi estenuante vista la violenza e la drammaticità dei fatti raccontati. Un vero e proprio pugno nello stomaco per un pubblico fino a quel momento abituato a produzioni meno esplicite. Ed è qui - tra Odissea nello spazio e Arancia Meccanica - che si scopre il Kubrick maniacale. Quello che gira mille e una volta ancora una scena fino a quando gli attori non sono esausti, quello che ascolta e riascolta musica per inserirla al momento giusto. Come Beethoven che diventa uno dei punti focali dell’intera vicenda umana di Alex e dei suoi Drughi.
Dopo l’esperienza di Shining, viaggio all’interno della profondità della paura, arriva la chiamata alle armi. Non letteralmente, ma lavorativamente. Negli anni ’80, quando per tutti i registi di fama mondiale diventa un cult l’analisi della guerra del Vietnam, Stanley Kubrick stupisce tutti con il suo Full Metal Jacket. Non si parla solo del conflitto asiatico, sarebbe stato troppo riduttivo. Si parla della follia della guerra e di come venga inculcata, spesso in maniera chirurgica, in chi la deve fare.
L’ultima perla, completata dopo la sua morte, è del 1999. Eyes Wide Shut (con la coppia Kidman-Cruise che si lascerà dopo l’uscita del film), tratto da Doppio Sogno di Arthur Schnitzler. Anche qui si parte da un romanzo per cercare di interpretare l’animo umano. I desideri, le paranoie, i turbamenti... tutto diventa ricerca e infine sceneggiatura. Un lavoro certosino tra etica ed estetica. Tra forza del racconto e capacità di rappresentarlo.
L’eredità di Stanley Kubrick è nei suoi film e nella loro straordinaria capacità di essere attuali anche a distanza di anni. Una forza magnetica, anche oggi che sono passati 20 anni dalla scomparsa del regista e che molti dei suoi pensieri (e misteri) sono ancora irrisolti. E forse il bello di Kubrick è proprio questo. —
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