La Nuova Ferrara

Noa scrive a Bach La corrispondenza sul palco del Nuovo

Samuele Govoni
Noa scrive a Bach La corrispondenza sul palco del Nuovo

Dodici i brani sulle musiche del compositore tedesco «Lui è l’Everest della musica e io punto sempre in alto»

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Parte dal teatro Nuovo di Ferrara il tour italiano di Noa. L’artista torna sul palco per presentare Letters to Bach, un nuovo progetto discografico nato come omaggio al grande compositore tedesco. Nell’album, prodotto dal leggendario Quincy Jones, Noa riprende 12 brani musicali di Bach e li arricchisce con le sue parole, grazie ai testi in inglese ed ebraico, ispirati a temi che spaziano dalla sfera personale a una più universale. Gli arrangiamenti per chitarra sono stati realizzati da Gil Dor, collaboratore con cui lavora ormai da anni.

Il primo concerto sarà domenica alle 21, sul palco del teatro di piazza Trento e Trieste e, in attesa del live, è proprio Noa a raccontare la genesi di un progetto che mescola e fa dialogare stili diversi e lontanissimi.

Noa, come nasce “Letters to Bach”?

«Provo una profonda ammirazione per John Sebastian Bach ed è questo il sentimento che sta alla base del disco. Io e Gil (Dor, ndr) abbiamo deciso di dedicare un intero progetto a lui, contribuendo in particolar modo alla sua incredibile musica, con i miei testi; testi che affrontano tematiche e idee contemporanee pur mantenendo il rigore e la classicità dei brani originali».

Si tratta però di un album ad ampio respiro, sia per generi i musicali, sia per i temi affrontati.

«Vero. Il mio modo di cantare ricorda più il teatro musicale, la fusion e persino il rap, anziché l’Opera. Sento che queste tre contaminazioni possono creare qualcosa di nuovo, divertente e, soprattutto, accessibile alle persone trasmettendo allo stesso tempo idee profonde e significative molto rilevanti per il nostro tempo. Inoltre, in un mondo pieno di “finto” tutto, in cui la meritocrazia viene attaccata e la qualità è svalutata, la mia personale ribellione mi spinge ad andare più in alto possibile e a puntare a Bach, l’Everest della musica. Con questo disco voglio glorificare il suo genio e, allo stesso tempo, sfidare l’ascoltatore; questa per un musicista è la cosa più difficile da fare».

Crede ancora che la musica possa essere veicolo di pace?

«L’arte ci può elevare e nobilitare; può cambiare le nostre prospettive, migliorare le nostre emozioni, la nostra empatia e la nostra compassione. L'arte sottolinea tutto ciò che abbiamo in comune. Le persone toccate da tutte queste cose meravigliose sperimentano una trasformazione, a volte delicata, a volte esplosiva. E da questa trasformazione può scaturire anche un cambiamento del mondo in cui viviamo».

Il tour italiano parte domenica da Ferrara, che concerto sarà?

«Meraviglioso! Pieno di sorprese, diversità, emozioni e colori. Letters to Bach sarà al centro del concerto, ma la scaletta spazierà e abbraccerà quasi trent’anni di carriera. Il pubblico - aggiunge - riceverà e vivrà un’esperienza completa, sarà da noi accompagnato in una dimensione che solo la musica live rende possibile. Siamo molto felici di venire a Ferrara».

Conosce la città?

«Solo le cose più famose ma desidero scoprire di più e, soprattutto, aspetto l’incontro con il pubblico. Le dimensioni live - conclude Noa -, i concerti, sanno accendere un particolare scambio di energia che non è replicabile in altre forme; esiste solo dal vivo ed è davvero bellissimo».

Biglietti da 34 a 46 euro. Per informazioni e prenotazioni: 0532.1862055. —



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