La Nuova Ferrara

Gli ultimi giorni di Kennedy visti dall’ex medico di Unife

Davide Bonesi
Gli ultimi giorni di Kennedy visti dall’ex medico di Unife

Il veneziano Mariotto dopo dieci anni di ricerche ha scritto The day before Dallas «Fra carte ritrovate e incontri ho scoperto che quel viaggio fu ideato da Johnson»

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Da un medico che si è specializzato nella nostra città arriva uno scoop relativo ad uno degli episodi che ha cambiato le sorti del mondo: l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy a Dallas il 22 novembre del 1963. Su questa vicenda è stato scritto di tutto (e da tutti), ma la passione, la perseveranza (dieci anni di lavoro) e l’impegno di Aldo Mariotto (veneziano di nascita, ora residente a Padova) hanno fatto sì che le sue ricerche portassero ad una scoperta importante: il viaggio a Dallas e nel Texas di quell’anno fu organizzato dall’allora vicepresidente statunitense (poi presidente per la morte di Kennedy) Lyndon Johnson, che aveva sempre smentito questa cosa. «Non lancio un’accusa nei suoi confronti - ci racconta Mariotto -, però in tutti questi anni di ricerche e di viaggi negli Stati Uniti sono riuscito a recuperare i documenti relativi a questo viaggio, che lo staff di Kennedy non voleva assolutamente fare. L’idea di andare nel Texas fu concepita in ambienti johnsoniani e allora furono in tanti a pensare che da questa tragedia fosse l’unico a trarne beneficio...».

gli antefatti

Mariotto, come detto, dopo la laurea all’Università di Padova, si è specializzato in igiene e medicina preventiva all’Università di Ferrara, città dove ha lasciato diversi amici («anche a Ro», ci dice). Quegli stessi che spera di poter abbracciare giovedì pomeriggio alla libreria Pazienza arte e libri (in via De’ Romei 38, alle 18.30), nella seconda tappa di un minitour di presentazioni nella nostra regione (mercoledì sera sarà a Bologna ospite di un Rotary, poi andrà a Parma).

Classe ’58, sposato con figli, è direttore sanitario in un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Lavoro che una decina di anni fa lo ha portato a Dallas. «Visitando i luoghi dell’assassinio - ricorda - ho avuto una specie di deja vu e da allora non sono più riuscito a non pensare all’assassinio di Kennedy. Ho iniziato a condurre ricerche, tornando più volte negli Stati Uniti, spesso da solo, l’ultima volta con tutta la mia famiglia».

gli incontri

Il lavoro certosino di Mariotto gli ha permesso di incontrare e confrontarsi con tante figure importanti, dallo stesso Johnson all’allora segretario alla difesa, Robert McNamara, poi il medico del Parkland memorial hospital che soccorse per primo JFK, Robert Coy Jones, e James C. Jenkins, che fece l’autopsia al presidente, fino a Fernando Herrera, che suonò per i Kennedy proprio la sera prima dell’assassinio.

la ricerca

«Mi sono voluto concentrare proprio sui giorni precedenti al 22 novembre, dalla tappa di Houston alle parole in spagnolo che la moglie Jackie fece alla comunità ispanica, cosa più unica che rara a quei tempi. Ho avuto modo di presentare il libro al congresso degli storici a Dallas. Sarebbe bello se una casa editrice credesse nel volume e lo pubblicasse anche in lingua inglese...».

Intanto, nonostante il titolo inglese (The day before Dallas), il libro lo si può trovare in italiano, edizioni Pendragon, 303 pagine al costo di 16 euro.

Giovedì alla presentazione a Ferrara Mariotto sarà affiancato da Antonio Lodo, ex preside e sindaco di Adria (Ro). «Tutti quelli che erano già nati nel ’63 ricordano cosa stavano facendo quando il telegiornale diede la notizia. Kennedy era un uomo intelligente, appassionato e con lui si stavano facendo passi da gigante nelle lotte per i diritti civili e l’emancipazione. Un personaggio non ripetibile», conclude il medico e scrittore. —



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