Monti versione Marple Il segreto è trascinare il pubblico sino alla fine
«Sono Miss Marple, vi consiglio di spegnere i telefonini, altrimenti chiamo la polizia». La prima risata arriva ancora a sipario abbassato con “Miss Marple, giochi di prestigio” andata in scena l’altra sera per la stagione di prosa del Teatro Comunale Abbado di Ferrara (oggi l’ultima replica alle 16). Ed è alla protagonista, interpretata da Maria Amelia Monti, che è affidato il compito di spargere humor (naturalmente inglese) a piene mani lungo tutto il corso della rappresentazione.Se non ci fosse Miss Marple sarebbe una seria inchiesta su un omicidio, anzi su due, reso ancor più tragico dal fatto che gli efferati delitti avvengono all’interno di una famiglia che, anche se è molto allargata, è pur sempre una famiglia. Ma è l’investigatrice a mettere in primo piano la sua filosofia: «Io non ho fiducia nel genere umano».
tanti nemici
Ed è così che tra una risata ed una professione di cinismo Maria Amelia Monti fa crescere la “sua” Jane Marple, che non è senz’altro la vecchietta (anche solo per questioni anagrafiche) che siamo stati abituati a vedere nell’iconografia classica, come vuole il personaggio creato da Agatha Christie.
Marple-Monti riporta tutti i grandi fatti della vita al suo filtro personale, al suo piccolo villaggio inglese, anzi all’ancor più piccolo prato di casa sua, ai suoi fiori e soprattutto ai suoi nemici quotidiani, le talpe e le lumache che “minano” la tranquillità del suo vivere.
monti brava
Il pensiero fisso del maglione che sta sferruzzando per il nipote ed il problema delle maniche che non vengono bene, sembra aiutarla a dipanare ben altre matasse esistenziali e se un goccetto di liquore le è necessario per «lubrificare» i suoi pensieri, niente di sconvolgente la Miss funziona così.
La Monti entra appieno nei panni della protagonista e apre un filo diretto con il pubblico, portandoselo dietro sino alla fine. È attorno a lei che tutto ruota e non solo come personaggio, ma anche come attrice. Bravi anche tutti gli altri, in particolare Roberto Citran e Sabrina Scuccimarra, guidati sapientemente dal regista Pierpaolo Sepe. —
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