Verona scalda i motori per la stagione all’Arena Tre mesi di grandi show
Si inizia appena a uscire senza sciarpa, ed è già tempo di parlare di Arena di Verona. Quest’estate il caro vecchio anfiteatro arriverà alla sua 97ª stagione, con la Fondazione ancora convalescente ma viva dopo il salvataggio della legge Bray.
Le prevendite vanno bene, le alzate di sipario previste dal 21 giugno al 7 settembre sono 51, cinque i titoli d’opera. Si inizia, come già ampiamente annunciato, con una «nuova» Traviata di Franco Zeffirelli, da considerare una specie di riassunto o celebrazione della infinita, stupefacente carriera del Nostro. Che si possa affidare una produzione areniana, con l’impegno anche «fisico» che comporta, a un novantaseienne in sedia a rotelle è un segno di straordinario ottimismo o forse di più ancor mirabolante cinismo, e altro non saprei dire. Resta il problema di fondo dell’Arena, che però a Verona non si decidono ad affrontare: come declinare la sua tradizionale spettacolarità fastosa e kolossal in chiave contemporanea, prendendo atto che il tempo passa, i melomani nazionalpopolari gramsciani si stanno estinguendo e insomma la storia va avanti, perfino negli stadi romani. Senza troppe sperimentazioni, per carità, ma ispirandosi magari ai grandi eventi spettacolari all’aperto che tuttora piacciono e vendono, tipo i vari Cirque du Soleil o le inaugurazioni per le Olimpiadi o Disneyland.
A Verona, oltretutto, hanno pure Verdi, Puccini e il teatro più bello del mondo. Però le uniche due produzioni interessanti delle ultime stagioni, l’Aida non del tutto riuscita della Fura dels Baus e il Nabucco invece bellissimo perché appunto puro Disneyland di Aurnaud Bernard non vengono riprese. Si torna all’usato sicuro: due Zeffirelli (oltre a Traviata, Trovatore) e due De Ana (la pasticciata Carmen dell’anno scorso e Tosca), più ovviamente Aida, ma quella «storica» del 1913, amen. Direttore musicale è Daniel Oren, che fa praticamente tutto lui, 25 serate. C’è un buon lavoro sui cast.
L’evento è il debutto in Arena della superdiva Anna Netrebko, che canta i primi tre Trovatori con il marito, Yusif Eyvazov, che peraltro delle qualità vere le ha ed è quindi ingiusto continuare a trattare da signor Netrebko. In generale, le compagnie assemblano grandi vecchi, star riconosciute e giovani promesse come il Germont junior di Pavel Petrov o la Carmen di Ksenia Dudnikova. —
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