La Nuova Ferrara

Poesia e potere nell’Orlando furioso «Ariosto sa smontare tanti luoghi comuni»

Poesia e potere nell’Orlando furioso «Ariosto sa smontare tanti luoghi comuni»

Incontro in via Giuoco del Pallone dove il poeta scrisse l’opera Elisabetta Sgarbi: celebro la vocazione mondiale di Ferrara

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“Follia, poesia e potere nell’Orlando furioso”, è questo il titolo dell’incontro che si terrà mercoledì dalle 17 a casa Cavallini Sgarbi in via Giuoco del Pallone a Ferrara. Un appuntamento dedicato sì al passato ma anche, e soprattutto, al presente. Ludovico Ariosto, e con esso la sua opera, non smette di essere ricordato, celebrato e studiato. Al di là delle iniziative organizzate a Ferrara per i 500 anni dell’Orlando furioso, in particolare la mostra a Palazzo dei Diamanti e la maratona di lettura organizzata da Ferrara Off, sono tanti gli appuntamenti a lui dedicati che si susseguono e questo per un a ragione tanto semplice quanto essenziale: il suo poema è ancora attuale.

l’appuntamento

Mercoledì alle 17 i lavori saranno aperti dai saluti di Elisabetta Sgarbi, direttore generale de La nave di Teseo, Giorgio Zauli, rettore di Unife e Eleonora Cavallini, docente di Unibo.

«Iniziammo nel 2016, in occasione dell’anniversario della prima edizione del Furioso, che fu scritta proprio nella Casa Ariosti di via Giuoco del Pallone 31, le case di mia madre, dove mia madre e mio padre si conobbero - come scrive mio padre in Lei mi parla ancora - e dove, dunque, in qualche modo, io e mio fratello siamo nati. Ecco, io sento di essere parte di questa “Storia Ferrarese” di via Giuoco del Pallone. È un modo, un rito - ha spiegato la Sgarbi - per ricordare i miei genitori e celebrare la vocazione mondiale di Ferrara. Ferrara è una capitale d’Europa, benché tenda a dimenticarlo».

poesia e potere

Al centro dell’incontro ci saranno la poesia e il potere in Ariosto. «Il tema del rapporto tra arte e potere, cultura e potere è un tema cardine del Rinascimento, certamente in Ariosto. Ma conserva una sua grande attualità, anche a Ferrara», ha concluso.

Di questo rapporto parleranno Vittorio Sgarbi, che si concentrerà sulla follia in Ariosto ed Erasmo ed Ermanno Cavazzoni, che parlerà del seguito e della fine dell’Ariosto. Ma ad affrontare nello specifico il rapporto tra poesia e potere nello scrittore ferrarese sarà Nuccio Ordine, letterato e accademico, specializzato in particolar modo su Giordano Bruno e Rinascimento. «L’Orlando furioso è un classico che ebbe un immediato successo: non meno di 155 edizioni stampate. E poi una grande diffusione europea. Cervantes - ha affermato Ordine -, nel famoso episodio in cui si bruciano i libri di cavalleria che hanno fatto impazzire Don Chisciotte, salva il Furioso! L’Ariosto ci insegna un sano relativismo: il punto di vista assoluto uccide la tolleranza e la convivenza civile».

la forza dei classici

«Un grande classico è sempre attuale. In un’epoca avvelenata dagli “spacciatori” di certezze e dalla violenza della xenofobia, i versi di Ariosto smontano tanti luoghi comuni. Pagani e cristiani sono innanzitutto uomini, con i loro errori, le loro follie e la loro saggezza. Non a caso - ha chiuso il letterato - la famiglia degli Este deriva dal matrimonio di Bradamante con Ruggiero, un musulmano convertito (un extracomunitario direbbero oggi i razzisti!)». —

Samuele Govoni



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