Rizzo e un futuro senza euro «Immagino la Lira Nuova»
Secondo appuntamento per la 9ª edizione della rassegna Parole d’Autore, che vede il Comune di Occhiobello (direzione artistica di Bruna Coscia) ospitare al teatro Don Tosi di Santa Maria nomi illustri della letteratura italiana. Oggi alle 21 arriva e il vicedirettore di Repubblica, nonché autore di inchieste, Sergio Rizzo il quale, dopo aver scosso l’opinione pubblica con La Casta scritto a quattro mani con Gian Antonio Stella nel 2007, torna con un romanzo distopico intitolato 02-02-2020 La notte che uscimmo dall’euro.
«Parlo di un’Italia - dice Rizzo - temporalmente vicina e in una situazione di caos: i capitali fuggono all’estero, è impossibile prelevare denaro per via dei bancomat chiusi, l’inflazione è alle stelle. Una distopia tanto possibile da sembrare vera. La situazione si è fatta talmente tragica che il governo eletto appena un anno e mezzo prima ha fatto saltare del tutto i conti pubblici e l’unica mossa che può avanzare è la più azzardata possibile: far stampare la Lira Nuova. Sulle banconote al posto di poeti, artisti e scienziati compaiono immagini di eroi popolari e martiri del governo sovranista».
È arrivato il sovranismo e c’è un governo giallo-verde, La Casta è stata profezia di ciò che sarebbe accaduto?
«In questi anni si è fatta molta confusione tra medico e malattia, accusando La Casta di essere responsabile della situazione che si è verificata ma, come ripetiamo sempre io e Stella, il messaggio che voleva far passare il libro era un segnale d’allarme, avvisare che se non si fosse agito per tempo si sarebbe arrivati a determinate situazioni, poi realizzate».
Questo nuovo libro potrà essere profetico come quello precedente?
«Non lo auguro all’Italia. Spero fortemente che questa realtà non si realizzi neppure parzialmente. Ho scritto questo pamphlet in appena venti giorni nello stesso periodo in cui Giuseppe Conte riceveva l’incarico per formare il governo. É un romanzo scritto di getto che tiene fede alla tradizione umoristica del pamphlet, creando situazioni grottesche e per questo spiritose. Se non fosse che alcune di queste situazioni si sono realizzate nei mesi successivi; per certi aspetti me lo aspettavo ma alcuni aneddoti si sono presentati esattamente come nella mia finzione, è il caso del richiamo dell’ambasciatore in Francia. Cito: “dopo una violenta disputa con il Ministro degli interni la Francia rompe le relazioni con l’Italia richiamando in patria l’ambasciatore”».
Pensa che l’uscita dall’Euro possa essere argomento di discussione futura?
«Dipenderà dall’esito delle elezioni europee: se ci sarà un’avanzata dei sovranisti in Europa, non escludo che la parte a favore di un’uscita dalla moneta unica europea possa trovare fiducia per alzare la voce. Ci sono però due questioni da tenere conto: in primis la Brexit, sta dimostrando quanto difficile e controproducente sia uscire dall’Unione e, in secondo luogo, se l’Italia dovesse decidere di abbandonare l’Europa, il concetto di Europa stessa crollerebbe». —
Giulia Paratelli
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