La Nuova Ferrara

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In visita a Palazzo Roverella per un ultimo giro sulle “Giostre” del passato

Maria Cristina Nascosi
In visita a Palazzo Roverella per un ultimo giro sulle “Giostre” del passato

Foto, dipinti, giocattoli e cimeli raccontano una stagione del passato che non c’è più A Ferrara la famiglia Da Ronche fece sognare i giovanissimi

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Un mondo dove i ricordi dell’infanzia si intrecciano con il destino e la vita che gira e va avanti, diventando “adulta”, ma mantenendo il “fanciullino” che è ben vivo, in noi. È quello rappresentato in “Giostre”, la mostra allestita al Palazzo Roverella di Rovigo, visitabile fino al 30 giugno. Curata dalla docente universitaria Roberta Valtorta, storica e critica della fotografia di origine milanese, l’esposizione multimediale si presenta come un salto indietro nel tempo dal significato profondo, un’occasione per riflettere sulle memorie che l’infanzia si porta con sé ed i suoi valori più autentici e profondi, quelli che il tempo non potrà mai scalfire.

la mostra

È caratterizzata da una grande teoria fotografica composta da scatti di Mario Giacomelli, Gabriele Basilico, Henri Cartier-Bresson. In parete dipinti di grandi artisti del Novecento, come il prefuturista Giacomo Balla e poi Campigli, oltre ai preziosi manifesti pubblicitari di fine Ottocento per arrivare a quelli degli anni Trenta del Novecento, di epoca fascista. Poi preziosi giocattoli antichi, organetti di strada, e piccole giostre. Promossa dalla Fondazione Cariparo, la mostra si avvale della collaborazione del museo storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare di Bergantino-Rovigo, un luogo molto vicino al nostro territorio.

i ricordi

Peccato che non vi siano presenti testimonianze della tradizione ferrarese di spettacoli viaggianti – così è chiamato il mondo dei giostrai: da generazioni, infatti, è presente e tuttora attiva la mitica Famiglia Da Ronche. Dal cosiddetto “calcinculo”, come popolarmente veniva chiamata la giostra con i seggiolini volanti, appuntamento obbligato per gli innamorati di qualche decennio fa, quelli del dopoguerra, che, temerariamente, si agganciavano “in volo”, per conquistare un premio appeso al capolavoro Da Ronche, la “giostrina dei bambini”, tramandata da ormai 4 generazioni dotata di modellini di auto, corrierine ed altro che ormai son veri e preziosi pezzi degni per davvero del Museo storico della giostra di Bergantino (Ro).

Ma la famiglia Da Ronche, negli anni, ebbero in gestione autoscontri, giostre con gli aeroplanini, insomma tutto quanto faceva allora battere il cuore dei ferraresi. Il loro lavoro si svolgeva tra la primavera e l’autunno.

D'inverno si rifugiavano - divenendo per qualche mese “stanziali” - nella vecchia casa di via Centoversuri, nel cuore di una Ferrara di un tempo che fu. —

Maria Cristina Nascosi

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